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La Regione sulle concessioni: «Riconoscere gli investimenti»

La Regione sulle concessioni: «Riconoscere gli investimenti»

Contributo inviato al governo in vista dell’applicazione della legge Bolkestein L’obiettivo è dare certezze al comparto balneare che occupa migliaia di addetti

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LIDO ESTENSI. «Giusto riconoscimento al valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e alla professionalità degli operatori, anche a tutela del lavoro di decine di migliaia di persone». Questo chiede la Regione Emilia Romagna nel documento che metterà sul tavolo del governo per dare un contributo concreto alla riforma nazionale delle concessioni balneari, che ha mandato in subbuglio un intero settore. Anche sui Lidi comacchiesi.

L’obiettivo è dare certezze al comparto balneare in vista dell’applicazione della cosiddetta legge Bolkestein. Il documento è stato condiviso con le associazioni di categoria e presentato ai Comuni costieri per le loro osservazioni: nel merito, contiene una serie di proposte riguardo la riforma nazionale delle concessioni balneari.

il documento

Tutto ciò riguarda 1.067 imprese balneari in regione, di cui 97 nel Ferrarese e gli altri 959 in Romagna. Imprese per lo più a conduzione familiare e che, secondo dati Unioncamere, offrono lavoro a circa 50mila persone.

Giusto riconoscimento del valore aziendale, degli investimenti realizzati e della professionalità degli operatori sono per la Regione elementi che dovranno essere considerati tra i criteri di valutazione dei nuovi bandi di gara, insieme agli standard qualitativi dei servizi e alla sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti. Con l’esclusione del rialzo del canone demaniale che non dovrà essere oggetto di gara ma rimanere predeterminato per legge dallo Stato. Inoltre, si ritiene necessario che Regioni e Comuni possano concorrere nella definizione dei criteri dei bandi di gara con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e gli elementi identitari della fascia costiera attraverso la qualificazione dell’offerta turistico-balneare, tenendo conto delle peculiarità dei diversi territori. Altri elementi dovranno riguardare la valutazione circa il numero massimo di concessioni da rilasciare a ogni operatore economico e la determinazione di limiti minimi e massimi di durata delle concessioni.

«SERVIZI APPREZZATI»

«È necessario – spiegano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore al turismo Andrea Corsini – che le concessioni tengano conto delle diverse realtà territoriali per garantire la crescita e la competitività dell’industria turistica regionale, oltre agli elevati standard dei servizi balneari finora offerti sulla nostra Costa, conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero. Al tavolo che istituirà il Governo sarebbe auspicabile la presenza dei coordinatori delle commissioni regionali turismo e demanio».

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