La storia di Campolungo raccontata dall’ex prof «Amo il mio territorio»
CAMPOLUNGO. Sarà pubblicato in primavera il libro “Breve storia di Campolungo, Quinta e Corte Centrale” scritto da Mariella Ravasini, ex insegnante di lingue al liceo Ariosto di Ferrara e consigliera comunale a Ostellato, che alle frazioni dedica pagine narrate con competenza e passione, assieme a un ricco album fotografico.
«Sono molto legata a questo territorio, oltreché curiosa di tutto – racconta l’autrice –. L’idea ce l’avevo da tempo, a spronarmi fu l’allora sindaco Andrea Marchi, che poi purtroppo ci ha lasciato». Ora si è arrivati alla stampa, grazie ai contributi del Comune e dell’associazione Ragno d’Oro; il ricavato delle vendite andrà alla parrocchia di Campolungo.
Questo paese oggi conta appena 224 residenti ma nel 1957, per dire, erano 904. «Le sue origini risalgono all’anno Mille – ricorda la Ravasini –, è un territorio molto legato al Delta, all’abbazia di Pomposa e a Santa Maria in Padovetere. Nel libro racconto le sue caratteristiche e gli edifici fondamentali». Ecco la chiesa («attorno a cui un tempo tutto si svolgeva», sottolinea l’autrice), risalente anch’essa al Mille poi restaurata nei secoli successivi, con il campanile costruito da un parroco comacchiese nella seconda metà del Settecento. Poi le ex scuole: intitolate all’aviatore romagnolo Francesco Baracca, restarono aperte fino al 1971 quando furono messe all’asta, comprate da privati e poi ristrutturate. «In passato – aggiunge la Ravasini –, ancora negli anni della guerra, c’era il trenino che arrivava fino a Porto Garibaldi, con il suo casello». Poi ecco il borgo di Quinta, la “Campolungo minore” dove era presente un antico oratorio, ora magazzino agricolo. Infine le pagine su Corte Centrale, zona di grande importanza agricola.
«Vorrei fare apprezzare il valore della storia – aggiunge l’autrice –, anche dare uno spunto ai giovani per appassionarli a questi luoghi: sarebbe molto bello».
Fabio Terminali
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