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Partecipanza, Tassinari si dimette «Due anni tra conflitti e rivalse»

Beatrice Barberini
Partecipanza, Tassinari si dimette «Due anni tra conflitti e rivalse»

Approvato il bilancio 2022, manca però il numero legale per consentire l’elezione del successore

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CENTO. Approvato il bilancio di previsione 2022 della Partecipanza Agraria di Cento. Conclusa la divisione dei capi, Oliviano Tassinari ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente. Entro il mese di gennaio, nella prima seduta del consiglio del 2022, l’elezione di Massimiliano Borghi a presidente.

Il 2021 nella sede di corso Guercino si è concluso con l’approvazione da parte del consiglio di amministrazione del bilancio previsionale 2022. Come evidenziato dal presidente Oliviano Tassinari, è «il primo bilancio, messo a punto dopo aver portato a termine la divisione dei capi, a disporre delle risorse necessarie per intervenire in modo incisivo sulla riqualificazione del territorio, in primis il miglioramento della rete scolante per assicurare ai residenti e ai coltivatori di non subir danni dovuti ad allagamenti. A ciò son destinati quasi 80mila euro (oltre a quanto già preventivato) a cui sono stati aggiunti 25mila euro per la sistemazione degli stradelli». Al tempo stesso, l’amministrazione dell’ente ha definito gli obiettivi da raggiungere nel nuovo anno: «Nel 2022 intendiamo portare a termine una riforma dello Statuto in cui, oltre a recepire quanto previsto dalla legge 168 del 2017 in materia di domini collettivi, riconosca un ruolo partecipativo delle donne».

il passaggio di mano

Al termine della seduta, il presidente Tassinari ha rassegnato le dimissioni. E questo è avvenuto in base al patto di governo, sottoscritto dall’attuale maggioranza nel momento dell’insediamento nel 2019, che prevede un avvicendamento alla presidenza fra Tassinari e Massimiliano Borghi. «Fin dalla mia elezione – ha evidenziato Tassinari – annunciai che avrei rinunciato al mandato alla fine del 2020, per far posto al consigliere più giovane della maggioranza, per gettare un ponte fra noi e quei giovani Partecipanti che sono già pronti ad assumersi la responsabilità di disegnare un progetto nuovo per questo Ente. La pandemia, ha cambiato i nostri progetti e solo oggi abbiamo colto quello che sembrava un momento di tregua per dar corso all’alternanza nella carica, con un anno di ritardo. Questi due anni trascorsi ricoprendo la carica di presidente di questo millenario ente agrario, sono stati più difficili di quanto pensassi: l’illusione che la Partecipanza Agraria di Cento fosse matura per fare quel salto di qualità che ci avrebbe dovuto unire per rimodellarlo e farne una vera proprietà collettiva è rimasta tale. A mio avviso questo palazzo è stato trasformato in un’arena nella quale si cerca di dare rivalsa alle proprie frustrazioni, a conflitti personali, nonché a soddisfare piccole rendite di posizione». Nonostante ciò, Tassinari – che proseguirà il suo impegno in Partecipanza come consigliere – non si dice per nulla pessimista, anzi: «La certezza sta nel corso della storia. Mi auguro che le generazioni future, che i giovani sappiano far rivivere i valori che stanno alla base del progetto dei padri fondatori della Partecipanza, valori che anche la legge del 2017 vuole riaffermare».

la divisione dei capi

Il presidente dimissionario ripercorre poi le cose fatte: «Sono molte, ma in ogni modo meno di quelle che avremmo voluto. Credo ci vada però riconosciuto che adoperandoci da subito in una divisione dove non vi era nulla di preparato, abbiamo evitato l’insorgere di un problema sociale di elevate proporzioni per il nostro territorio, assegnando il terreno e garantendo a circa 130 famiglie di agricoltori partecipanti di poter dare continuità alla loro attività, con una ricaduta positiva, in termini economici, sul territorio. Il detto “andava meglio quando andava peggio”, pronunciato dai soliti nostalgici, vorrebbe giustificare soprusi nei confronti dei Partecipanti più deboli. Fortunatamente, come hanno evidenziato anche i revisori dei conti che sono professionisti indipendenti dall’Ente, le carenze del passato si stanno superando. Auguro al futuro presidente di saper sopperire alle mie manchevolezze».

L’elezione di Borghi a presidente non si è però potuta svolgere in quanto è mancato il numero legale dei due terzi dei consiglieri eletti. Il tutto è rimandato alla prima seduta del 2022, entro la fine del mese di gennaio.

Beatrice Barberini

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