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Rette, mense, bus Mancati pagamenti per due milioni

S.C.

Pesante contenzioso dei Servizi scolastici E il Comune incarica l’Ica per il recupero 

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il caso

Sono poco meno di 2mila le posizioni di morosità per mancati pagamenti di rette dei nidi e delle scuole d’infanzia, del trasporto scolastico, delle mense, del prescuola e dei centri ricreativi estivi, per un ammontare di circa 2 milioni di contenzioso. Una montagna difficile da scalare, soprattutto in un periodo di difficoltà economiche accentuate per molte famiglie, che il Comune ha però deciso di provare ad intaccare. Per questo i Servizi educativi scolastici hanno deciso di rivolgersi alla concessionaria Ica, che proverà anzitutto la strada degli avvisi bonari che servono anzitutto a interrompere i termini di prescrizione e poi di provare a recuperare qualche insoluto senza battere strade giudiziarie, peraltro di dubbia efficacia viste le condizioni di partenza.

il quadro

Dopo il recente passaggio della gestione dell’universo delle scuole comunali dall’Istituzione ai Servizi educativi e scolastici e per le famiglie, Palazzo Municipale ha riscoperto «la necessità di provvedere con urgenza alla riscossione coattiva delle entrate di competenza, riguardo ai servizi a domanda individuale», anche per non «pregiudicare il recupero dei crediti nei tempi di legge», in riferimento appunto alla naturale scadenza dei tempi di prescrizione. Sono in questa condizione i mancati pagamenti del periodo 2016-2020, che riguardano appunto dalle 1.500 alle 2.000 posizioni: il numero delle famiglie coinvolte è di molto inferiore, se ne calcolano circa 700, perché sono numerosi i casi di mancati pagamenti plurimi riferiti agli stessi nuclei familiari. Chi non riesce a pagare la retta per l’asilo dei propri figli quasi sempre non salda nemmeno la mensa o lo scuolabus.

Si tratta, peraltro, di cifre in gran parte di entità contenuta, nell’ordine di qualche centinaia di euro, che raramente giustificano azioni giudiziarie sulle singole posizioni.

l’intervento

Per questo il Comune ha pensato di rivolgersi alla concessionaria Ica, che fino al 31 dicembre 2023 gestisce l’imposta sulla pubblicità e il canone di occupazione degli spazi pubblici, e si è resa disponibile a svolgere questi servizi supplementari con un aggio del 6% sulle somme incassate. All’Ica è stata quindi affidata la «riscossione pre-coattiva e coattiva» dei mancati pagamenti dei servizi scolastici, per un importo di 40mila euro. Il “piano” è di partire per i primi 4-5 mesi con avvisi bonari per cercare di recuperare una parte dei mancati pagamenti, magari i contenziosi meno pesanti. Solo in un secondo tempo si procederà, appunto, con la parte coattiva, «cerchiamo di evitare il più possibile il ricorso all’avvocato anche perché i costi legali rischiano di essere più alti dei ricavi di queste azioni» spiega Walter Laghi, dirigente dei Servizi educativi. C’è anche la volontà di non calcare la mano su situazioni di obiettiva difficoltà economica, anche se tra gli obiettivi di mandato dell’amministrazione c’è l’abbattimento del contenzioso tariffario.

S.C.

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