Il bar del paese di Stellata rimane aperto e rilancia: «Ma serve l’aiuto di tutti»
Nel Bondenese, per evitare la chiusura si chiede aiuto ai cittadini: al ritrovo del centro sociale nuove persone disponibili a partecipare alla gestione. Il gestorei: «Paste fresche nei weekend e nei giorni di festa. Speriamo nella Sagra»
STELLATA. Il bar del centro sociale di Stellata prosegue nella sua attività, ma chiede l’aiuto di tutti per andare oltre le difficoltà e il Covid. Da domani mattina, dopo la chiusura per turno del lunedì, il bar sarà regolarmente aperto e si è riorganizzato per garantire ai suoi clienti le colazioni durante il fine settimana. Un impegno importante, in una realtà come Stellata, composta da alcune centinaia di residenti, che vuole difendere il suo unico bar e una realtà associativa che garantisce la vitalità della frazione. Lo farà nel periodo più difficile, con l’emergenza pandemica che ha costretto al rinvio del mercatino che si sarebbe dovuto svolgere ieri.
«Ci siamo ritrovati sabato sera, per parlare delle varie problematiche – rivela il presidente del centro sociale del paese, Loris Calori – e per cercare, soprattutto, di trovare alternative, nel rispetto delle norme anti-Covid».
Il vero problema legato alla pandemia è la “paura”, che sta portando molti cittadini a restare a casa, piuttosto che andare al centro per la classica partita a carte, ma l’altra emergenza da affrontare era quella riguardante i volontari necessari a garantire l’apertura del locale.
«Eravamo rimasti all’osso, con un paio di soci impegnati a tenere aperto, ma ora abbiamo avuto la disponibilità da parte di altre persone, che ci permetteranno di garantire l’apertura del bar dal martedì alla domenica».
Nel dettaglio, dal martedì al venerdì il bar osserverà l’apertura serale classica, dalle 19 alle 24; mentre il sabato, la domenica e i festivi infrasettimanali gli orari andranno dalle 7 del mattino alle 24. «L’impegno è quello di assicurare le colazioni con paste fresche di pasticceria, nel contesto di giornate nelle quali ci può essere un certo movimento, fra colazioni e aperitivi. Al di là del discorso dei soci volontari - aggiunge Calori -, sarebbe molto importante se qualcuno, anche da realtà vicine, ci venisse a trovare e facesse colazione al bar. Perché sarebbe un sostegno alla sua esistenza futura».
In tal senso, Stellata spera che la pandemia possa allentare la presa e garantire lo stesso svolgimento della pluricentenaria Sagra dell’Anitra, a settembre: «Andamento del Covid permettendo – dice ancora Calori –, l’auspicio è quello di svolgere la Sagra, perché i suoi proventi serviranno a tenere aperto il bar del centro sociale, che è un luogo di aggregazione importante per il paese».
Un paese che i suoi volontari vogliono cercare di mantenere vivo, attraverso il proprio impegno, mai peraltro mancato in tutti questi anni.
Mirco Peccenini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
