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L’inchiesta  

Il processo: l’ex sindaco resta l’unico accusato

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portomaggiore. L’inchiesta aperta dalla procura va ancora avanti. Unico imputato l’ex sindaco Nicola Minarelli, tutti gli altri hanno deciso di patteggiare. Gli inquirenti devono capire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza, spiegare perché i tre, che si trovavano al piano superiore, siano rimasti intrappolati, tentando di uscire: l’indagine dovrà accertare se vi fossero i maniglioni antipanico che aprono dall’interno le porte, anche se nel caso di poligoni di tiro vi sarebbe una normativa differente da quella antincendio e di sicurezza, che prevede non vi debbano essere. Per ragioni di sicurezza, infatti, l’apertura dei portoni sarebbe azionata (per impedire a persone, in questo modo sotto controllo, di uscire con un’arma) da chi controlla la struttura e che dovrebbe però sganciarsi in casi di emergenza. Il poligono di Portomaggiore vedeva due linee di tiro al piano terra e altre quattro al piano superiore. Al momento dell’incendio le tre vittime non sarebbero riuscite a scappare. Il motivo è ancora da capire, anche se si potrebbe pensare a un cattivo funzionamento delle porte tagliafuoco; ma può anche darsi che le vittime abbiano perso i sensi prima dell’arrivo dei soccorsi e di conseguenza sarebbero rimaste intrappolate. La prima squadra dei vigili del fuoco è arrivata dopo pochi minuti e due uomini si sono precipitati immediatamente all’interno, proprio nel momento in cui parte del solaio è crollata, ferendoli in maniera lieve. Un inferno, una sorta di trappola da cui er a impossibile uscire. La prossima udienza è fissata per il 28 gennaio.

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