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Accoglienza a Ferrara

Caso "invisibili", dopo le offese a don Bedin nessuno si è presentato al confronto alla mensa di Viale K

Margherita Goberti
Caso "invisibili", dopo le offese a don Bedin nessuno si è presentato al confronto alla mensa di Viale K

Il sacerdote aveva lanciato un appello: "la città e il Comune  facciano di più per chi è in dificoltà". Su Facebook era stato oggetto di insulti e tanto altro. E aveva chiesto ai tanti "leoni di tastiera" un incontro aperto per parlarne: ieri mattina non si è presentato nessuno, nemmeno dal Comune, nè sindaco nè assessori. il direttore Rinaldi: "Occasione persa" 

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FERRARA.  Alla mensa dell’associazione Viale K ieri a mezzogiorno ad attendere, gli invitati speciali, coloro che si erano scagliati contro don Bedin arrivando anche alle offese via Facebook solo perché il sacerdote aveva chiesto maggior attenzione verso “ gli invisibili”, non c’era don Domenico poiché indisposto ma Raffaele Rinaldi direttore di Viale K che li ha attesi invano.

Nessuno infatti si è presentato nè ha giustificato in qualche modo l’assenza declinando così l’invito che don Bedin aveva fatto di sedersi tutti ad un tavolo e consumare insieme un pranzo. L’invito era rivolto anche a sindaco, vice e assessori, ma dell’amministrazione comunale non si presentato nessuno.

«La prima considerazione che posso fare – ha dichiarato Rinaldi – è che hanno perso un’opportunità, un ‘occasione di aprire un dialogo, di fare chiarezza e soprattutto di conoscere veramente le situazioni nelle quali vivono tante persone in difficoltà. Aggiungo poi che non è stato offeso solo Don Domenico ma tutta l’associazione e naturalmente i suoi volontari, persone che gratuitamente offrono il proprio tempo e si mettono a disposizione di chi è in stato di povertà. Oggi, come tutti i giorni festivi, compresi Natale e Pasqua, a mezzogiorno c’erano circa quaranta persone che non avrebbero mangiato se non ci fosse stata la Mensa e la generosità di chi in qualche modo ha donato il cibo. Noi garantiamo il necessario a pranzo ed a cena addirittura rispettando le esigenze religiose».

Margherita Goberti

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