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COMACCHIO 

La truffa delle case-vacanze «I miei non ci sono cascati»

La truffa delle case-vacanze «I miei non ci sono cascati»

Il racconto della figlia che aveva preso appuntamento per i genitori: «Sono pensionati e non hanno voluto rischiare» E «non ha pagato al ristorante»

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COMACCHIO. Come un sasso lanciato nell’acqua di un lago sulla superficie forma cerchi concentrici sempre più grandi, così la notizia delle truffe sulle case-vacanza sui Lidi si è divulgata e ha raggiunto anche chi, finora, era ignaro di quanto gli sarebbe potuto accadere. E in tanti iniziano a riconoscere il modus operandi di quel giovane uomo che proponeva affitti incassava caparre (o, almeno, ci provava) e poi spariva senza concludere nulla, lasciando gli ignari clienti senza l’abitazione in cui trascorrere il periodo di ferie estive sul litorale. Questo, almeno per quanto concerne i maldestri tentativi posti in essere con abitazioni ai Lidi comacchiesi, ma lo stesso soggetto ha pubblicato molti annunci anche per la compravendita di case nel Bolognese: chissà se e cosa sarà accaduto da quelle parti.

Nel frattempo, anche grazie all’articolo pubblicato ieri su queste stesse colonne, il trentenne dai modi suadenti è stato riconosciuto anche da una famiglia di ristoratori di Porto Garibaldi per un’altra sua peculiarità, ossia abbandonare il locale prima di aver saldato il conto: «Il furbetto ha pranzato e con la scusa di uscire a fumare non si è più visto», confermano da Magnavacca.

NELLA RETE

Ma torniamo alle case da affittare pur non avendo nessuna titolarità per farlo. E senza preoccuparsi troppo di chi sarebbero potute essere le vittime a cadere nella sua rete, come nel caso di due persone non più giovanissime. A raccontarcelo è la figlia: «L’episodio risale al 28 dicembre scorso: alle 18.30 la chiamata, la mattina successiva la visita alla casa».

Visita che, contrariamente ad altre occasioni, in cui il sedicente immobiliarista mostrava l’immobile al massimo dall’esterno, se non solo in foto: «Ho visto il post sul gruppo Facebook e ho commentato scrivendo “molto interessante, può mandarmi delle foto?”. Questa persona mi ha mandato un messaggio su Messenger col numero di cellulare scrivendo “chiamami”. Gli ho telefonato personalmente io, e mi ha spiegato come era disposto l’appartamento e che aveva molte richieste. Ho preso appuntamento per il giorno successivo per visionare l’appartamento e lì sono andati i miei genitori».

La situazione si è fatta subito sospetta: «All’appuntamento si è presentato a piedi senza alcuna auto, dopo qualche minuto è arrivata una seconda persona, sempre uomo, e ha consegnato le chiavi. Ha mostrato la casa e voleva 600 euro subito. I miei genitori, insospettiti dal fatto che non voleva rilasciare alcuna ricevuta né il contratto, né altro, hanno deciso, nonostante fossero interessati alla casa, di andarsene. Lui ha insistito, trattando fino a 300 euro l’anticipo. Per fortuna o, purtroppo, i miei genitori sono pensionati, non se la sono sentita di rischiare».

E bene hanno fatto, ma non tutti hanno avuto la stessa accortezza: i carabinieri stanno raccogliendo le diverse testimonianze.

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