«Il fine pandemia è ancora lontano Dobbiamo imparare a convivere con il virus»
La senatrice Boldrini (Commissione Sanità): bene l’obbligo agli over 50 La Dad «aveva senso all’inizio, ora servono strade alternative»
L’intervista
Vice Presidente della Commissione Sanità in Senato, da dicembre 2021 membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sui femminicidi e della Commissione Affido Minori, Paola Boldrini invita a guardare al 2022, soprattutto sul fronte pandemico, con una maggiore serenità.
Perché?
«Due anni fa non conoscevamo il Covid, non sapevamo che evoluzioni avrebbe avuto. In meno di 24 mesi è arrivato il vaccino, è diminuito in maniera consistente il numero dei morti, anche se non si sono ridotte le ospedalizzazioni purtroppo, abbiamo quasi raggiunto l’immunità di gregge, con cautela possiamo circolare. Siamo ancora in uno stato di emergenza, ma dobbiamo convivere col virus, perché per uscirne servirà tempo. Bisogna continuare ad usare i presidi, guardando però ai risultati ottenuti».
Vaccini: per la prima volta è stato introdotto un obbligo, seppure parziale, perché rivolto alle persone over 50.
«È stato inevitabile, vista la situazione dei contagi. Lo si è fatto per la collettività e per dare sollievo ai professionisti sanitari ormai al collasso. Non è giusto che per pochi a rimetterci siano i molti».
Non necessariamente i no vax si convinceranno.
«L’aumento delle prenotazioni conferma che è stata la scelta giusta. Agli irriducibili, che pensano alla scienza supina a poteri oscuri, chiedo di informarsi su fonti autorevoli, di impiegare lo stesso tempo che si utilizza per cercare conferma ai propri timori, per approfondire».
Il caos è innegabile.
«Mi permetta di dire che l’insicurezza e il caos sono stati generati anche dai media. È stato dato diritto di parola a tutti. Si sono messe differenti competenze sullo stesso piano. Noi in Commissione Sanità ci confrontiamo continuamente con esperti. In tv chiunque può dire la sua. Lo scorso settembre ho invitato alla Festa Pd di Pontelagoscuro il virologo Fabrizio Pregliasco, con cui lavoro a stretto contatto. La piazza era gremita e molti mi hanno espresso soddisfazione per una serata chiarificatrice e condotta senza gridare».
Si vorrebbe evitare la Dad, ma le scuole, con personale decimato, sono in affanno.
«La Dad crea sofferenza psicologica agli alunni, oltre che disagi alle famiglie. Aveva un senso all’inizio, ora vanno praticate tutte le strade alternative».
In che rapporto sono le commissioni di cui fa parte?
«Strettissimo, perché quando si parla di violenza si parla anche di salute e di medicina di genere. Il tema degli affidi è importante perché purtroppo collegato anche agli orfani di femminicidio».
Il 24 gennaio cominciano le votazioni per il Presidente della Repubblica. Cosa auspica?
«Bello sarebbe continuare con Draghi al Governo e Mattarella al Quirinale. Squadra che vince non si cambia, si dice. L’importante è trovare una figura non divisiva e che pensi al bene del Paese. Intanto, se mi permette, vorrei ricordare il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. Se ne è andato un uomo perbene, un politico capace e appassionato, oltre che un convinto europeista che si è battuto per i diritti dei cittadini e per l’importanza delle istituzioni».
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