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il bilancio sul listone 

Pioggia, nebbia e pandemia non piegano le “casette”

Giovanna Corrieri
Pioggia, nebbia e pandemia non piegano le “casette”

La Fiera del Regalo promossa dai clienti: «L’anno scorso ci siete mancati» Giatti (Consorzio): prodotti artigianali che danno lustro alle piccole realtà

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Ha ricevuto i complimenti di Bologna, Modena, Rovigo, degli affezionati a cui è mancata l’assenza dell’anno scorso, e dei turisti (sebbene in calo) che ne hanno apprezzato la “merceologia ricercata”.

Si è chiusa domenica la Festa del Regalo sul Listone e «tutto sommato non è andata male», sono le parole del presidente del consorzio Maurizio Giatti.

Certo si sono affrontati patemi da pandemia, timori di stop per il dilagare del contagio, si sono fatti i conti con la pioggia proprio nelle giornate migliori, quelle di festa e di chiusure generalizzate che avrebbero concentrato più facilmente ferraresi e non fra le casette di Natale, ma i sacrifici sono stati comunque ripagati e Giatti parla di un «quasi ritorno ai livelli del 2019».

Ad attirare di più è come sempre l’alimentare ma anche alcuni articoli da regalo non sono da meno: «Il presepe e l’albero a Ferrara attirano sempre», ha constatato il presidente del consorzio Festa del Regalo. Peraltro si tratta, sottolinea sempre Giatti, «di prodotti artigianali di piccole imprese che danno pregio all’Italia e Ferrara può essere orgogliosa della qualità di questa merce che non si trova in tutti i mercati». Chi vende le palline di Natale le va a cercare anche in Polonia e «io – aggiunge Giatti – le statuette del presepe le cerco a Napoli».

A febbraio è già in calendario il nuovo ordine per la realizzazione delle nuove statuine per il prossimo novembre e la prossima Festa del Regalo. Festa che ogni anno, dice ancora Giatti, si cerca sempre di rinnovare almeno un po’, per esempio con un paio di nuove casette. Quest’anno c’erano quelle delle spezie dal mondo e dell’abbigliamento in cashmere «che hanno avuto successo proprio in quanto merce che si differenzia da quella di un mercato normale – sottolinea Giatti – inoltre abbiamo cercato di accontentare tutta la gamma, dai prezzi più alti ai prezzi più bassi. E ringraziamo la città e i clienti che ci hanno dato la forza di andare avanti in una situazione non certamente facile, con l’angoscia dell’aumento dei contagi… ma chi veniva da fuori ci diceva “vi aspettavamo” , “veniamo sempre da voi”, e ci ha resi molto soddisfatti».

Le spese naturalmente non mancano: l’esonero dal pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico anche per l’esercizio del commercio su aree pubbliche ha fatto risparmiare qualcosa ma per ogni casetta collocata sul Listone le spese si aggirano attorno ai 3.500 euro (2mila per l’affitto della casetta e il resto per la spese di allacciamento elettrico e manutenzioni varie).

È dunque «un sacrificio ma le spese si riescono a coprire, il periodo di lavoro è lungo, abbiamo cominciato a fine novembre, e la gente è venuta nonostante il turismo fosse un po’ calato”, dice Giatti. Peccato solo per «la pioggia l’8 e a Natale – aggiunge il presidente del consorzio – è stato difficile, sono i giorni migliori perché il turista che esce dall’hotel trova quasi tutto chiuso ma noi siamo sempre stati aperti. Meglio anche per la gente stare all’aperto piuttosto che chiudersi nei centri commerciali».

Giovanna Corrieri

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