«Io rovinata dopo la violenza sessuale» Caso archiviato, poi la procura ci ripensa
L’accusa ha riformulato l’imputazione nei confronti del convivente. Ieri la donna in tv: «Aggiornare il Codice rosso»
L’indagine
Daniele Predieri
Il processo adesso si può fare: l’uomo che lei aveva accusato, denunciandolo, e poi non creduta ha atteso 5 anni prima di vederlo imputato per violenza sessuale, è stato trovato, gli è stato notificato l’atto di fine indagine e ora la procura chiederà il rinvio a giudizio.
Flavia (nome inventato) potrà dimostrare, finalmente, e fino in fondo le sue ragioni. Il suo caso è tornato d’attualità e anche a ridosso delle feste di Natale a livello nazionale con interventi della donna su quotidiani on line (Fanpage) e in Tv (ieri il caso è approdato ai Fatti Vostri). Evidenziando ciò che ha sempre sostenuto, dopo essere finita nel gorgo della burocrazia e della sottovalutazione giudiziaria: «Non è giusto che siano le donne a dover pagare quando subiscono questo genere di violenze», aveva affermato tranciante.
Lo ha fatto alla luce anche di un libro che lei ha scritto, “Dal sogno alla paura”, in cui racconta la sua storia, e adesso si batte per una revisione della legge sul Codice Rosso che garantisca maggiori tutele a chi denuncia violenze di genere. Perché come ha ribadito il suo legale Alberto Bova, di Ferrara, che l’ha seguita negli ultimi due anni riuscendo a far riaprire l’inchiesta già archiviata – frettolosamente – e poi a portare a processo l’uomo che fece violenza a Flavia, «il punto non è tanto inasprire le pene quanto mettere chi commette violenza nell’impossibilità di nuocere ancora».
E lei stessa Flavia ribadisce che «è necessario rivedere la legge sul Codice rosso mettendosi a tavolino con le donne che hanno subito violenza».
Storia simbolo
La sua storia la ricordiamo è diventata un simbolo, di una donna vittima due volte, «anzi tre» dice lei, «poiché questa vicenda mi ha rovinato la vita e la professione (era una dirigente nel settore edile, ndr) e oggi faccio la cameriera». Vittima due volte dell’uomo con cui conviveva in un paesino del Ferrarese e vittima della giustizia ferrarese, distratta e superficiale in questo caso, poiché dopo la sua denuncia si archiviò la vicenda sostenendo che – così si legge nella motivazione della richiesta di archiviazione della procura, della pm di allora, anno 2017 – «le dichiarazioni della querelante (Flavia, ndr) non risultano circostanziate alla luce della natura della convivenza tra le parti, travagliata e caratterizzata da continue liti e discussioni». Insomma, se lei denunciava violenze e botte, queste facevano parte del suo lessico e vita quotidiano familiare.
Il caso riemerso
Invece... Invece, Flavia con ostinazione, una volta saputo che la sua denuncia era stata archiviata, dopo l’interessamento del Tirreno (il quotidiano della Toscana dove lei oggi vive, protetta) e della Nuova Ferrara, la vicenda è stata presa a cuore dall’avvocato Bova che ha fatto annullare, prima l’archiviazione, e poi chiesto nuove indagini che hanno portato il nuovo pm, Fabrizio Valloni, all’imputazione per violenza sessuale dell’ex compagno di Flavia. Che sarà a processo a breve davanti al tribunale di Ferrara.
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