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Sempre più negozi chiusi per colpa del Covid «Vogliamo una indennità»

Marcello Pulidori
Sempre più negozi chiusi per colpa del Covid «Vogliamo una indennità»

Ascom e Confesercenti contano i danni e chiedono al Governo un bonus chiusure. Qualcuno espone il cartello, altri  preferiscono non specificare

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Marcello Pulidori

Sono decine le attività commerciali, soprattutto a carattere familiare, che a Ferrara si sono viste costrette a chiudere per colpa del Covid. Una emergenza nella emergenza. Parte di questi negozi ha già riaperto, altri ancora no. Tanto che sia da Ascom che da Confesercenti è piombata, ieri mattina, la richiesta pressante, indirizzata al Governo, di poter avere delle «indennità di chiusura» capaci di coprire almeno in parte le perdite causate proprio dalle chiusure obbligate. Saracinesche abbassate che, di questi tempi, suonano come un beffardo giro del destino dopo periodi di “apri e chiudi” continui e deleteri per l’economia di tante famiglie.

«Ormai c’è almeno un positivo in ogni famiglia», mette le mani avanti un medico (di famiglia) il quale tuttavia rassicura subito dopo di rimettersi «a quanto comunicato ufficialmente dall’Asl, senza nessuna intenzione di ingenerare inutili polemiche».

Cartelli con “chiuso per Covid” si incontrano anche appena fuori dal centro storico. Ma dalle frazioni alla città medievale, tra Castello e Cattedrale, non è raro trovare le saracinesche abbassate perché il titolare è positivo o costretto all’isolamento: basta un figlio contagiato, e il gioco è fatto. E nelle piccole realtà a gestione familiare la situazione si fa di giorno in giorno ancora più complicata, se possibile: fermarsi per almeno 10 giorni di questi tempi crea un danno economico non indifferente. Per non dire dei servizi pubblici: dalle forze dell’ordine alla sanità, nel giro di qualche settimana si rischia il collasso. Cresce dunque l’attesa per la decisione del Governo e per le eventualità novità in fatto di risarcimenti. Gli ennesimi richiesti, ma anche gli ennesimi ad avere comunque una base di verità all’origine.

l’ascom

Da via Baruffaldi dove hanno sede gli uffici dell’Ascom, il direttore Davide Urban non usa mezzi termini per inquadrare una situazione drammatica: «Sì – ammette il direttore dell’Ascom – abbiamo avuto alcuni casi, come d’altronde un poco dappertutto e sappiamo anche di negozi che hanno dovuto tenere chiuso per precauzione avendo il titolare o alcuni dipendenti contratto il virus. A questo punto – prosegue Urban – è necessario che si attivino risarcimenti per le attività che sono state costrette allo stop per colpa della pandemia. Negozi, ma soprattutto negozianti, che quindi non hanno potuto lavorare e dunque nemmeno guadagnarsi la giornata. Credo sia una richiesta più che comprensibile».

La confesercenti

Se in via Baruffaldi si piange, in via Darsena di certo non si ride. Dalla roccaforte della Confesercenti provinciale è il direttore Alessandro Osti ad anticipare quella che sarà quasi certamente la campagna per i prossimi mesi: «A questo punto è più che doveroso – spiega difatti Osti – arrivare a definire un pacchetto di richieste che tenga conto di una “indennità di chiusura”. È qualcosa che è previsto dalle nostre leggi e che sarebbe giusto ottenere per i commercianti. La richiesta sarà inoltrata in queste ore al Governo e poi si vedrà – dice ancora Osti in conclusione – che misure sarà possibile prendere, in che percentuali, quando. Insomma saranno valutate tutte le caratteristiche di un provvedimento importante e delicato come quello che stiamo invocando».

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