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A messa non serve il Green pass Ma è consigliata la mascherina Ffp2

Marcello Pulidori
A messa non serve il Green pass Ma è consigliata la mascherina Ffp2

Ecco le ultime prescrizioni  della Conferenza Episcopale. Crescono i contagi e così anche la Chiesa aggiorna le misure per contenere la pandemia

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Marcello Pulidori

A messa senza obbligo di Green Pass, ma con la mascherina, meglio ancora se Ffp2. Anche la Cei, la Conferenza dei vescovi italiani, ha diramato le regole per poter partecipare in sicurezza alle celebrazioni religiose. Con l’entrata in vigore degli ultimi decreti anti-Covid del Governo, un aggiornamento si imponeva anche per quanto riguarda la presenza dei fedeli nelle chiese. Ma conviene andare per ordine.

Celebrazioni

Per prendere parte in particolare alle messe, dunque, non è richiesto il Green Pass, ma si continua a osservare quanto previsto dal protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico (Cts): mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote. Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie e altro) dopo ogni celebrazione.

le mascherine

Circa le mascherine, il protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni.

Catechismo

Le disposizioni circa il tracciamento scolastico prevedono, in alcuni casi, la “sorveglianza con testing”: a seguito di contatto stretto in ambito scolastico, studenti e docenti non vengono posti immediatamente in quarantena ma devono sottoporsi a tampone il prima possibile e nuovamente cinque giorni dopo. Le indicazioni del Ministero della Salute sconsigliano la partecipazione ad attività extrascolastiche durante tale periodo, tra il primo e il secondo tampone. Pertanto, chi è sottoposto a «sorveglianza con testing» non potrà partecipare al catechismo, pur risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo. Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina è raccomandata. Può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporcata o usurata. Dal 1° febbraio sarà introdotto l’obbligo vaccinale per tutto il personale universitario, senza limiti di età. Ne consegue che il personale delle facoltà teologiche e degli Istituti di Scienze Religiose nonché i docenti dei corsi nei seminari sono tenuti a possedere il Green Pass rafforzato a partire proprio dal prossimo 1 febbraio.

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