Bufera sulla Fox Bompani «Non rispettano l’accordo»
Sindacati sul piede di guerra: «A distanza di un anno nulla è cambiato in azienda A farne le spese come sempre sono solo i lavoratori»
ostellato. Il 29 dicembre 2020, dopo oltre 100 ore di sciopero, si chiudeva l’ultima delle tante vertenze della Fox Bompani con la sottoscrizione di un accordo istituzionale. «A distanza di oltre un anno si è ancora totalmente fermi rispetto alla sua attuazione in merito a organizzazione del lavoro e applicazione della contrattazione aziendale», dice il sindacalista Giovanni Verla. Ieri si è svolto un ulteriore incontro del yavolo istituzionale per la vertenza Fox Bompani «e le posizioni espresse dalla proprietà non sono accettabili: da un lato dichiara di avere intenzione di rispettare l’accordo. Dall’altro però comunica alla Rsu e alla Fiom di voler procedere in maniera unilaterale e contraria a quanto definito in materia di organizzazione del lavoro e chiede di concedere ulteriore tempo per riconoscere il salario aziendale consolidato ai lavoratori neo assunti (che percepiscono mediamente oltre 200 euro in meno al mese rispetto ai colleghi), attendendo il momento in cui l’azienda avrà le condizioni finanziarie per riconoscere quel salario», dicono dai sindacati. E aggiungono: «Tutto questo l’azienda lo fa annunciando una prova di forza: dichiara che non saranno tollerati comportamenti non in linea con le decisioni aziendali sull’organizzazione del lavoro e ribadisce ancora una volta la messa in discussione della contrattazione aziendale».
Ma non è tutto qui: «Come se non bastasse, il tentativo della proprietà è di scaricare sulla Rsu, sulla Fiom e sulle lavoratrici e sui lavoratori la responsabilità della difficile situazione in cui versa l’azienda».
Tutta questa discussione avviene a stabilimento fermo. «E non per la preoccupante crescita dei contagi legati alla pandemia, ma per i noti problemi con i fornitori di componenti e materiali che ha l’azienda. E anche questo fermo di giorni l’azienda lo sta facendo pagare alle lavoratrici e ai lavoratori utilizzando in maniera unilaterale le loro ferie, in assoluta violazione del Contratto nazionale e senza voler utilizzare gli ammortizzatori sociali previsti».
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