Bando riqualificazione di viale Krasnodar «Deserto per errori»
Nessuno ha partecipato alla gara Acer da 16 milioni Colaiacovo (Pd): incertezze sui costi e commistione di lavori
Il finanziamento regionale di 16 milioni per riqualificare una serie di palazzine di viale Krasnodar e l’intero contesto urbano della via è stato ottenuto, e di solito è questo il passaggio più complicato per ogni ente pubblico. Stavolta però sembra essere diventato difficile trovare chi è disposto a realizzare, con quei soldi, l’intervento richiesto: è un fatto, quantomeno, che il bando affidato all’Acer sia andato deserto, un po’ come tanti privati che faticano a trovare imprese disposte a realizzare interventi legati ai bonus. La notizia è stata diffusa dal capogruppo dem Francesco Colaiacovo, che non si dimostra sorpreso da questo esito: «Avevamo sollevato dubbi già a settembre sulla legittimità dell’art. 28 del disciplinare di gara, il Transaction fee, per un ammontare di 360mila euro, tanto che il bando fu sospeso per consentirne la correzione. La nuova dicitura - si legge in un’interpellanza - prevedeva il rimborso da parte dell’aggiudicatario delle spese tecniche sostenute e da sostenere da parte della stazione appaltante. Secondo tale disposizione del disciplinare, le fatture pagate dal committente dovrebbero essere rimborsate dall’aggiudicatario, il quale successivamente accederebbe agli incentivi fiscali, secondo modalità non sufficientemente chiare e dubbi interpretativi di fattibilità».
Già questa farraginosità renderebbe dunque poco appetibile la gara. Il general contractor, poi, dovrebbe essere esperto in interventi di riqualificazione energetica, «in un contesto complesso con tutte le difficoltà legate ad un mercato saturo»; ma anche capace di mettere mano ad arredo urbano, ciclabili e marciapedi, cioè l’altro pezzo del progetto. «La commistione tra tipologie di opere completamente diverse e la aleatorietà circa la possibilità di recuperare con benefici fiscali le spese sostenute dal committente, potrebbero essere tra le cause principali del mancato interesse degli operatori economici» è la conclusione di Colaiacovo.
Ora c’è il rischio di ritardare o perdere i lavori? «La città non può lasciarsi sfuggire l’opportunità di riqualificare sedici palazzine - è la postilla del capogruppo dem - Sarebbe quindi auspicabile bandire di nuovo la gara». Questa volta separando l’appalto del 110% da quello degli arredi urbani e stradali, togliendo poi di mezzo del tutto le spese tecniche.
S.C.
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