Bar chiuso per Omicron «Altri scrivono per ferie Ma è una presa in giro»
Sulla vetrina del bar chiusa campeggia da alcuni giorni il cartello con la scritta “Locale chiuso per Omicron. Riapriamo se non moriamo prima... pregate per noi, grazie”. Un cartello indubbiamente provocatorio, che potrebbe sembrare irrispettoso per le tante vittime di Covid, ma che sembra avere soprattutto l’obiettivo di spezzare la tensione del periodo. Il locale in questione è il wine bar In Piazza di Portomaggiore, chiuso da quando è stata scoperta la positività di alcuni membri del personale.
A raccontare la scelta di quel tipo di cartello è il titolare Leonardo Forlani: «Evitiamo di prenderci in giro - racconta - siamo in un paese piccolo e si sa tutto di tutti. Ho parte del personale in quarantena e siccome siamo aperti molte ore al giorno con il resto dei dipendenti non riusciamo a stare aperti. Avrei dovuto mettere un cartello con la scritta “Chiuso per ferie” come fanno altri? Diciamo che approfittiamo di questo riposo obbligato per l’inventario e altre cose».
Il personale del bar è regolarmente vaccinato? «Con terza dose molti, i più giovani con la seconda. Nessuno dei contagiati per fortuna sta male, però siamo positivi e non me la sono sentita di far finta di niente, come è stato fatto in altre attività... Credo che comportarsi scorrettamente in questa situazione significa essere irresponsabili, fare una pessima figura e alla fine perdere clienti».
Il bar è stato chiuso in fretta e furia, appena saputa la positività: «Ricevuto l’esito del tampone ho subito invitato i clienti a uscire dal locale e ho immediatamente tirato giù la saracinesca. In questa situazione non si poteva fare in altro modo. E comunque penso che non stiamo perdendo grandi incassi, considerato l’alto numero di positivi in quarantena e le altre persone che non escono di casa per paura. Sono due anni lunghi e difficili - conclude -, soprattutto il primo siamo stati molto tempo chiusi e con l’asporto un’attività come la nostra lavora poco. Ora si andava bene, nonostante il dover controllare il Green pass ma almeno si lavora».
D.B.
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