La Nuova Ferrara

Ferrara

Cinque incontri per scrivere il futuro delle biblioteche

Margherita Goberti

In calendario a febbraio con esperti e pubblico E ad aprile all’Ariostea la tappa finale 

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Il progetto

Inizierà a febbraio il percorso rivolto alla cittadinanza per scrivere il futuro della Rete Bibliotecaria del Comune di Ferrara che comprende quattro strutture: la biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17), Bassani (via G. Grosoli 42- Barco), Rivana Garden (via G. Pesci 181) e Niccolini (via Romiti 13).

L’assessore alla cultura Marco Gulinelli e il dirigente del Servizio Biblioteche ed Archivi Angelo Andreotti hanno annunciato ieri in Sala Arengo insieme ad Anna Rosa Fava, Ethel Guidi e Francesca Lambertini il progetto “Cara Biblioteca” con la possibilità di iscriversi già da adesso, collegandosi al sito del Comune www.comune.fe.it/it/carabiblioteca, ad uno dei primi tre incontri a cui si aggiungerà quello riservato ai ragazzi fino a 25 anni.

Questo il calendario delle iniziative: mercoledì 2 febbraio all’Ariostea, il 9 alla Bassani, il 16 alla Rivana, sempre dalle 18.30 alle 20, e per i giovani il 23 a Casa Niccolini ; saranno presenti esperti che stimoleranno i partecipanti ad esprimere i loro pareri e raccoglieranno le eventuali proposte di sviluppo.

Ad ogni incontro parteciperà un diverso gruppo di partecipanti in modo da consentire a più persone di assistere evitando assembramenti. Infine il 6 aprile all’Ariostea si svolgerà “un incontro di restituzione pubblica”.

«Con questa iniziativa – ha sottolineato l’assessore Gulinelli – si vogliono identificare le necessità ed i desideri della cittadinanza nei confronti della rete bibliotecaria della nostra realtà territoriale per poter poi individuare i servizi da ampliare ed il ruolo che la rete potrà rivestire per incontrare le esigenze dell’utenza».

Per il dirigente del settore Biblioteche, Angelo Andreotti, si tratta di un’occasione per mettere in una relazione aperta le biblioteche ed il loro pubblico ma anche per reclutare aderenti e visitatori tra chi ancora non le frequenta.

Margherita Goberti

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