«Assenze Covid, così serriamo i ranghi»
Tra Asl e Sant’Anna quasi 300 sanitari positivi. Martelli (personale): bandi a ripetizione, organici rinforzati e contratti flessibili
Tra cene, feste e assembramenti da acquisti natalizi, che hanno fatto decollare il numero dei positivi al Covid-19, Omicron ha trovato il modo di rientrare anche negli ospedali, negli ambulatori e nelle case di riposo. La variante veloce del Sars-Cov-2 non ha risparmiato neanche il personale sanitario, che figura tra le fasce professionali più vaccinate (con seconda e terza dose).
Il bollettino sanitario più aggiornato, quello di venerdì, contava 151 operatori positivi al test tra i dipendenti dell’Asl e 143 al Sant’Anna. Come riescono le due aziende pubbliche a contrastare le carenze negli ambulatori e in corsia (ai positivi bisognerebbe aggiungere le eventuali quarantene)? Proprio nei giorni scorsi l’Asl ha pubblicato un paio di bandi per la ricerca di personale in cui ha elencato una quindicina di profili specialistici che richiedono di essere urgentemente integrati con nuovi addetti. «Di bandi ne stiamo pubblicando a ripetizione – spiega il direttore del Servizio personale Asl-Sant’Anna, Luigi Martelli – Ma nonostante stiamo attraversando una fase di grande diffusione dei contagi non siamo “disarmati” rispetto a questa evoluzione della pandemia. L’organico è stato rinforzato in entrambe le aziende e reclutamenti sono stati disposti anche a scopo preventivo; sono stati eliminati i blocchi delle assunzioni per le attività legate a pandemia e vaccinazioni e abbiamo pubblicato alcune graduatorie, come quelle degli infermieri, che ci aiutano a reclutare più velocemente le persone da assumere. Inoltre è stata data più libertà alle aziende sanitarie nella definizione dei rapporti contrattuali». Da tempo, in effetti, la possibilità di ricorrere a contratti co.co.co. e libero-professionali, che hanno coinvolto anche medici in formazione («Molti specializzandi hanno aderito e oggi forniscono un servizio importantissimo nella lotta alla pandemia», sottolinea Martelli), ha aiutato le aziende, come il ricorso alle (costose) prestazioni aggiuntive. Le situazioni che mostrano criticità, comunque, non mancano. «Riguardano in particolare gli infermieri, ma anche l’area medica, «a partire da Medicina interna, Pneumologia e Medicina d’urgenza, che rappresenta un problema nazionale. Diciamo comunque che per il momento le assenze non stanno bloccando i servizi, ce la facciamo». Per restare in tema, il Sant’Anna ha emesso negli ultimi giorni avvisi pubblici per l’assunzione di tecnici di laboratorio, per il reclutamento di medici da destinare al reparto di Neonatologia e di Pediatri per le attività legate alla pandemia e ha deliberato l’assunzione di 4 infermieri, 2 cardiologi, 4 medici di radiodiagnostica, e inoltre l’attribuzione di un incarico co.co.co ad uno specializzando in cardiologia e di 2 incarichi a specializzandi in Neurologia.
Gi.Ca.
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