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il congresso del partito di calenda 

Azione: dialoghiamo Tutti rispondono sì

Giovanna Corrieri
Azione: dialoghiamo Tutti rispondono sì

Bova: qui all’opposizione. Ma il centrodestra lo lusinga Zamorani (+Europa): una federazione anche a Ferrara

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Al primo congresso provinciale di Azione, ieri al centro sociale di corso Isonzo, Alberto Bova è stato rieletto segretario ferrarese del partito di Carlo Calenda. I delegati regionali sono invece 22: Raffaele Verrigni, Olga Ferroni, David Zanforlini, Giovanna Stefanelli, Luciano Feggi, Stefano Burnelli, Franco Vecchiatti, Luca Rossi, Claudio Casaroli, Umberto Cattaruzza De Lugan, Francesco Levato, Francesco Badia, Arnaldo Aleotti, Marco Pusinanti, Paolo Paramucchi, Stefano Ferrari, Italo Cariani, Leonardo Lodi, Carlo Alberto Galasso, Danny Farinelli, Enrico Belletti, Martina Broccoli. Ferroni, Feggi e Bova sono anche delegati nazionali. Bisognerà ora cercare una sede, intercettare giovani e quote rosa da portare nella segreteria del partito, promuovere l’installazione di centraline elettriche, la geotermia, gli interventi a favore della scuola.

Sono state queste infatti alcune delle richieste subito fatte ieri dagli iscritti. Iscritti che a Ferrara si collocano «all’interno dell’opposizione seria che non colpisce a prescindere», ma comunque diversa da quella del Pd da cui «esce zero politica: questo dà a noi la responsabilità enorme di far passare Ferrara da società chiusa ad aperta», ha precisato negli interventi degli ospiti Mario Zamorani (+Europa), auspicando la nascita anche a livello locale del progetto federativo presentato pochi giorni fa dai leader nazionali di +Europa e Azione.

Partito, quest’ultimo, che ieri ha comunque aperto ad una collaborazione, ricambiata, con tutti: «spero che ognuno, nell’ambito delle proprie idee, possa esprimere il proprio contributo – ha detto Bova – Azione è a disposizione di Ferrara e dei ferraresi, e di tutti i partiti per lavorare insieme. In ambito locale esiste il fare». E un principio in cui «ho sempre creduto – diceva Mauro Malaguti (coordinatore provinciale FdI) – è che una cosa fatta bene non è né di destra né di sinistra, e fatta bene punto. Voi vi richiamate ad un partito che si rifà ad un socialismo liberale, al partito d’azione del ’42 che si richiamava al partito risorgimentale fondato da Mazzini, uno dei padri della patria e noi amiamo definirci un partito di patrioti, chissà che andando a scavare non troviamo qualche cosa in comune». L’assessore al bilancio di Ferrara, Matteo Fornasini, ha lanciato un appello: «Venga meno la politica dello scontro e della delegittimazione dell’avversario». «La politica è collaborazione e Bova è capace di fare questo», ha sottolineato il vicesindaco Nicola Lodi. Anche il Pd si è definito un «interlocutore disponibile» ha detto il segretario provinciale Nicola Minarelli. Visto il «momento in cui viviamo – è stata la considerazione del presidente della Provincia, Gianni Michele Padovani – è importante che ci sia chi si mette al servizio della gente». Alice Barbieri (Italia Viva) ha parlato della necessità di una «proposta riformista in grado di incidere sulla politica ferrarese»; Renata Gagliani (Partito Repubblicano) ha riscontrato affinità con Azione, e Irene Bregola (Articolo Uno) ha espresso la volontà di costruire un campo largo: «Abbiamo ambizioni unitarie nell’ambito del centrosinistra». Bisogna vedere se è questo l’ambito in cui si riconoscono i calendiani.

Giovanna Corrieri

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