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l’analisi dell’unima 

Per l’agrimeccanica un anno d’incertezze «Estrema prudenza»

A. T.
Per l’agrimeccanica un anno d’incertezze «Estrema prudenza»

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A un anno dall’entrata in vigore della nuova politica agricola europea 2023-2027, Unima Ferrara si interroga sulle condotte da adottare in questo periodo di transizione per il mondo agricolo.

«Il 2022 pare destinato a portarsi dietro ancora tutte le incertezze di uno scenario in cui la congiuntura Covid non può certo dirsi superata – esordisce Raffaele Viaggi, presidente Unima Ferrara –. Se a questo aggiungiamo il dato di una ripresa del fatturato agricolo insufficiente a contenere l’incremento dei costi di produzione del 2021, i consigli per le imprese del settore primario non possono che essere improntati a un’estrema prudenza».

È del mese scorso la pubblicazione da parte della Regione Emilia Romagna di una serie di bandi del Piano di Sviluppo Rurale per un valore di oltre 67 milioni di euro per accelerare la transizione ecologica su giovani, biodiversità, innovazione. «È un buon inizio, che dimostra la volontà della Regione di sostenere il mondo agricolo in una situazione dai contorni assai incerti – commenta Viaggi –. In ogni caso, dobbiamo essere guidati dalla consapevolezza che si tratta di una forma di accompagnamento che, in questa fase transitoria, difficilmente potrà andare al di là di mere iniziative di consolidamento».

Per valutare i margini di una ripresa, secondo Unima Ferrara occorrerà attendere il lancio operativo della nuova Pac. «È necessario che istituzioni e imprese utilizzino questa finestra temporale che ci separa dalla nuova programmazione – sottolinea Michele Pedriali, direttore Unima Ferrara – per razionalizzare i provvedimenti in corso e preparare un nuovo piano d’azione, effettivamente incentrato sulle esigenze del territorio». Soprattutto alla luce della nuova Pac affinché possa includere finalmente anche le imprese agromeccaniche nelle liste dei potenziali beneficiari dei fondi comunitari. E così, di fronte alle difficoltà di bilancio e ai problemi di cassa che colpiscono un gran numero di aziende, Unima Ferrara consiglia le imprese agricole di cercare cooperazione di filiera e di concentrare le poche risorse a su iniziative incisive, «ricorrendo per il resto a servizi in conto terzi al fine di contenere i costi di produzione».

A. T.

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