Via al progetto di rinaturazione del Po Per rafforzare gli argini del Grande Fiume
Importante riunione operativa per definire le tempistiche: evidenziata la necessità di mitigare il dissestro idrogeologico
L’INTERVENTO
Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione operativa della cabina di regia del progetto per la rinaturazione del fiume Po, inserito nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Autorità distrettuale del Fiume Po, le Regioni coinvolte (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) e AiPo hanno concertato, sotto le linee guida ministeriali del Ministero della transizione ecologica, il piano cronologico di azione che entro la fine dello scorso mese di dicembre ha portato in tempi rapidi alla stipula del Protocollo d’intesa. La scadenze condivise comprendono anche la stesura del Piano di Azione, entro il mese di marzo di quest’anno, e la individuazione del Comitato Scientifico “ad hoc”, il quale seguirà interamente la fase progettuale in itinere.
I TEMPI
Particolare attenzione è stata dedicata alle tempistiche, che vedono l’anno 2026 come traguardo entro il quale riuscire nell’impresa ambiziosa, ma quanto mai necessaria, di intervenire lungo l’asse del Grande Fiume coniugando la rinaturazione ecologica del territorio considerato, alle necessità di mitigare il più possibile il dissesto idrogeologico arginale, incrementando al contempo i livelli di sicurezza idraulica delle comunità insediate.
Evidenza anche per le tempistiche delle linee di finanziamento che, grazie ai fondi comunitari veicolati dal Ministero economia e finanze, potranno realizzare i fondamenti di una pianificazione e progettazione adeguata al maxi intervento.
VELOCITà PAROLA CHIAVE
L’incontro, coordinato dal direttore generale per il patrimonio naturalistico del Mite, Antonio Maturani, ha visto fra gli altri gli interventi degli assessori regionali all’ambiente Gianpaolo Bottacin per il Veneto e Irene Priolo per l’Emilia-Romagna. Quest’ultima ha approfondito tematiche comuni anche nel suo ruolo di presidente del Comitato di Indirizzo di AiPo. Invece, il segretario generale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli ha posto l’accento sulla «necessità di agire celermente per arrivare quanto prima alla sottoscrizione di quelle intese comuni che saranno la base solida e fondante del successivo piano di attuazione dei complessi interventi sul territorio lungo il Fiume Po».
Per il distretto, oltre al segretario generale, hanno preso parte al meeting online anche i dirigenti di settore Andrea Colombo e Fernanda Moroni e Andrea Gavazzoli delle relazioni istituzionali.
CONSORZI AL LAVORO
Tutto questo si inserisce con i fondi già arrivati ai vari Consorzi di bonifica, a loro volta impegnati in interventi di rafforzamento della sicurezza idraulica dei territori. È il caso del Consorzio di Bonifica di Burana, che avrà il compito di poter realizzare infrastrutture - per un valore di circa 70 milioni di euro - da tempo necessarie per comunità e ambiente, alla base di sicurezza e sviluppo. E si parla del nuovo impianto Cavaliera, che verrà realizzato a Bondeno (località Malcantone), a potenziamento del polo Pilastresi a Stellata di Bondeno: avrà la capacità di scolare sino a 60 mc/s le acque del bacino delle acque basse dei territori Ferrara, Modenese e Mantovano e ferrarese».
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