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«Cultura strumento insostituibile per sviluppare coscienza civica»

Mario Bellini

La vicesindaco Molesini ha anche la delega della scuola: un’opportunità Imprenditrice, mamma e amministratrice: «Fondamentali i nonni» 

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L’INTERVISTA

Francesca Molesini, vicesindaco, è stata tra i più votati alle scorse elezioni comunali.

Come conciliare la nuova carica con il ruolo di mamma e quello di imprenditrice nell’azienda di famiglia?

«La scelta di Dario (il sindaco Bernardi; ndr) di nominarmi vice ha sorpreso anche me. Ne sono rimasta stupita e orgogliosa. Quanto al carico di lavoro, confesso che senza l’aiuto dei nonni non potrei farcela».

In buona parte ha deleghe in continuità con la giunta Minarelli.

«È vero, ma solo per il settore cultura, adesso ho infatti anche le scuole e le politiche per l’infanzia».

Prevede cambiamenti rispetto al recente passato?

«No. Penso di lavorare in continuità, perché la cultura è strumento insostituibile per far crescere la coscienza civica e il senso di unità».

In concreto?

«Utilizzo in maniera polivalente degli strumenti, non tantissimi, che abbiamo a disposizione: la biblioteca comunale “Peppino Impastato” e il Verginese. La biblioteca è e deve rimanere il perno centrale del nostro lavoro. Stiamo potenziando il servizio aprendo anche al sabato, grazie all’innesto di Martina, della Coop “Le macchine celibi”, accanto alla dirigente Alice Bolognesi e alla bibliotecaria Natalina Cusumano».

Previste attività in arrivo?

«Sì. I laboratori di lettura per bambini fra i 4 e gli 8 anni, nelle giornate di sabato, per due ore, dalle 8 alle 10. Sono incontri a prenotazione con possibilità anche per i famigliari di presenziare e che stanno partendo con deciso successo. Per i due primi sabati abbiamo avuto più richieste che posti».

Com’è nata un’idea così particolare?

«Per caso - spiega -, dalla sinergia di riflessioni varie che si sono cristallizzate in una proposta concreta».

Continuano gli incontri con gli autori?

«Senz’altro, anche perché sia il nostro pubblico che gli autori chiedono di proseguire. Segnalo qui il ruolo insostituibile svolto dal Verginese nei due anni di Covid. Ha consentito di svolgere alcune attività, naturalmente all’aperto, altrimenti impossibili».

Sul tema scuola quali le sue idee?

«Portomaggiore ha una grande dote, perché possiede l’intero ordine di scuole, dal nido alle superiori e quella alla pubblica istruzione per me è una delega dalle enormi opportunità. Con la multietnicità crescente, le scuole rappresentano il luogo primario e più significativo d’incontro, integrazione, conoscenza reciproca. L’istituto “Rita Levi Montalcini” ha indetto il concorso “I colori delle nuvole” basato su brevi filmati prodotti dai giovani, in cui narrano le loro storie e le mettono a disposizione di tutti. Poi, ancora, stiamo pensando di usare il veicolo antropologico universale del cibo, nelle sue infinite variazioni etniche, per porre a confronto, in ottica di reciproco amalgama, i piatti di ogni cultura e società di provenienza».

Mario Bellini

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