Messa e una corona al cippo dei caduti in memoria di Sepe
Copparo ricorda il brigadiere dei carabinieri a 49 anni dall’estremo sacrificio in servizio
LA CERIMONIA
Nella mattinata di ieri si è svolta a Copparo, iniziando dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo con una solenne funzione religiosa officiata dal cappellano militare della legione carabinieri Emilia Romagna, don Giuseppe Grigolon, la cerimonia commemorativa in ricordo del brigadiere dell’arma dei carabinieri Armando Sepe. Il sottufficiale, insignito della Medaglia d’Argento al valor civile, era caduto in servizio proprio a Copparo il 17 gennaio di 49 anni fa, mentre cercava di arrestare un copparese che aveva assassinato il figlio e tentato di uccidere la moglie. L’assassino, poi, datosi alla fuga, aveva riempito la casa di gas causando l’esplosione della villetta, che provocò la morte del militare.
LA PARTECIPAZIONE
Alla cerimonia erano presenti il prefetto di Ferrara, Rinaldo Argentieri, i rappresentanti delle forze di polizia e delle forze armate insistenti sulla provincia, il colonnello Gabriele Stifanelli, comandante provinciale carabinieri di Ferrara, il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, e il capitano Manuel Scacchi, Comandante della compagnia carabinieri di Copparo. Presenti anche i rappresentati dell’Arma in servizio e delle altre forze dell’ordine provinciali e locali, diversi esponenti dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo e della Onaomac, ossia l’associazione nazionale assistenza agli orfani dell’arma dei carabinieri.
Dopo la santa messa, i partecipanti hanno formato un composto corteo che ha deposto una corona di alloro, alla memoria, presso il monumento ai caduti nella piazza della Libertà.
LA MOTIVAZIONE
Il militare Armando Sepe è stato insignito della medaglia d’argento al valor civile alla memoria, concessa il 29 maggio 1973, con la seguente motivazione: “Consapevole di dover affrontare un pericolosi criminale, che si era rifugiato nella propria abitazione, dopo aver ucciso un proprio congiunto ed averne feriti altri due, con esemplare coraggio e generoso altruismo, faceva arrestare a prudente distanza il dipendente che lo accompagnava proseguendo da solo. Nell’azionare il campanello elettrico della porta, provocava l’esplosione del gas, di cui il folle aveva saturato l’immobile, venendo travolto dalle macerie. Esempio altissimo di attaccamento al dovere e di assoluto sprezzo del pericolo. Il 17 gennaio 1973 in Copparo (Ferrara)”.
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