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DOMANI L’ADDIO A SAN GIUSEPPE 

Morto l’ex vicesindaco e dirigente di calcio Vita piena di passioni

D.B.
Morto l’ex vicesindaco e dirigente di calcio Vita piena di passioni

Grata è morto a 90 anni per le conseguenze del Covid I suoi amori il Pci (poi Rifondazione) e la Comacchiese

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SAN GIUSEPPE. Un uomo tutto d’un pezzo, umile e volonteroso, con due grandi passioni, il calcio e la politica. È morto lo scorso 3 gennaio all’ospedale del Delta di Lagosanto, ma sarà salutato per l’ultima volta domani pomeriggio - in chiesa a San Giuseppe - Renzo Grata, ex titolare di negozio, ex amministratore ed ex dirigente di calcio morto all’età di 90 anni. Una morte purtroppo legata al Covid, infatti l’anziano era dovuto ricorrere all’ospedale per dei controlli, quando durante il ricovero ha contratto il Covid, contagiando poi i suoi famigliari e finendo per morire. «Altrimenti arrivava fino al secolo di vita, perché aveva una scorza dura», ci racconta il figlio Luca.

Il nome di Grata è indissolubilmente legato al partito Comunista, quello che lo ha visto tesserato fino alla scissione, che ha visto lui e altri compagni comacchiesi di lunga data passare a Rifondazione. E Grata con la sua famiglia è stato fino a pochi anni fa tra gli organizzatori della festa di Rifondazione organizzata a Comacchio. Tanti i ruoli politici ricoperti, compresi incarichi amministrativi (anche vicesindaco) e consigliere in più legislature. «Era stato iscritto al Pci poi ha da subito fatto la scelta di Rifondazione - conferma l’attuale coordinatore lagunare Andrea Rossetti -. È stato eletto consigliere nel 1964 e vicesindaco dal 1971 al ’78, prima con la giunta del sindaco Beltrami e poi con Fabiani. Era amante della musica (suonava il mandolino) e dello sport, il calcio, diventando anche presidente della Comacchiese».

IL CALCIO

Appunto lo sport, perché chi ha frequentato l’Ider Carli prima e il Raibosola poi non può non aver parlato con Grata. La sua era una presenza costante, ma discreta. Con l’amico Filippo Farinelli (con il quale ora parlerà di calcio e politica in cielo) era un’alternativa valida a ogni cambio di proprietà. Infatti, il suo nome è legato ai salvataggi della Comacchiese avvenuti negli anni Ottanta e ancora in tempi più recenti. «Il calcio era parte della sua vita - racconta ancora il figlio Luca -, ci ha messo tutto l’amore possibile, assieme all’amico di una vita Filippo Farinelli e a Fabrizio Felletti (più giovane, ma come Grata e Farinelli coinvolto sia nel calcio che in politica con Rifondazione; ndr) era sempre pronto a intervenire per i suoi amati colori rossoblù».

L’ULTIMO SALUTO

Anche se la famiglia non è originaria di Comacchio, Grata è nato dove oggi c’è il Bennet e poi si è trasferito nella vicina San Giuseppe.

Oltre agli impegni amministrativi e politici, come detto, per tanti anni Grata ha gestito un’attività commerciale a Lido Estensi, fino alla meritata pensione.

Vedovo dal 2006 dell’amata moglie Franca, Grata lascia i figli Susanna (per tutti “Susi”) e Luca, il genero Giancarlo, la nuora Gloria, la sorella Sara, il cognato, le cognate, i nipoti, gli altri parenti e i tanti amici e compagni di battaglie (politiche e sportive) di una vita. L’ultimo saluto sarà dato domani partendo alle 14.40 dall’ospedale San Camillo di Comacchio per la chiesa di San Giuseppe, dove alle 15 ci sarà la messa e poi l’ultimo viaggio al cimitero locale. Per ricordarlo i familiari non chiedono fiori ma opere di bene.

D.B.

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