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Presidi senza tregua «Contagi e Dad, si lavora soltanto per il Covid»

Giovanna Corrieri

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Corrono dietro alle segnalazioni di positività che arrivano via mail giorno e notte predisponendo autosorveglianza o dad per tutti a seconda che i casi per classe siano uno o tre, e se sono due devono verificare lo stato vaccinale dello studente. Qualcuno si ritrova nella casella di posta elettronica pure i certificati di positività di terzi, inviati dagli studenti per dimostrare di essere “contatti stretti” e aver diritto a cinque giorni di quarantena, anche quando non spettano perché si è asintomatici e in regola con le vaccinazioni.

«Ormai siamo diventati la succursale dell’Asl», sostengono i presidi ferraresi decisamente affaticati dai nuovi compiti che gravano sulle scuole in termini di tracciamenti e comunicazioni alle famiglie delle conseguenti misure preventive. Intanto «il virus galoppa».

In questi giorni «sono stati 369 gli alunni che ci hanno comunicato di essere positivi oppure contatti stretti», racconta Lia Bazzanini, la preside del liceo Carducci. Attualmente la scuola ha 15 classi per le quali è stata predisposta la didattica a distanza causa tre positivi in classe o anche assenza di un certo numero di insegnanti, pure loro positivi o con figli positivi. «Lavoriamo ininterrottamente – dice Bazzanini – le segnalazioni delle famiglie cominciano dal venerdì e proseguono il sabato e la domenica fino a tarda sera. Poi bisogna capire quanti positivi per classe ci sono, aggiornare le famiglie… una situazione molto faticosa che ci sta provando».

E c’è anche la didattica mista che ormai diverse classi stanno sperimentando, che è «decisamente poco produttiva» e dispersiva soprattutto per chi è a casa e non riesce a sentire, per esempio, gli interventi dei compagni in classe. «Lavoriamo solo per il covid», è la constatazione della preside dell’istituto comprensivo De Pisis, Maria Gaiani, che a Ferrara ha cinque classi in dad e a Porto Garibaldi tre. E diverse classi, soprattutto alle medie, in didattica mista, che è «molto complicata».

Per il momento sembrano almeno essersi velocizzati i tempi dei tamponi, legati ancora al sistema sanitario nazionale per i più piccoli. La preside dell’Iis Aleotti-Dosso, Francesca Apollonia Barbieri, parla di «situazione abbastanza gestibile: siamo riusciti a coprire in modo efficace anche i docenti in quarantena, avendo anche a disposizione il personale covid».

Al momento in dad ci sono una decina di classi che «torneranno a brevissimo, i più già dal 20», e tre classi con un solo caso di positività. Non ci sono ancora situazioni di classi con due positivi, in quel caso continuerebbero in presenza solo i vaccinati. Barbieri non teme, come altri presidi, che qualcuno di questi possa omettere il proprio stato per rimanere in dad: «confido nel senso civico dei ragazzi e dei genitori».

Al Bachelet la preside Emilia Dimitri conta 25 classi interessate dal covid, con 1,2 o 3 casi di positività, e qualche difficoltà la creano le assenze fra i docenti: «è un periodaccio e ci ritroviamo a gestire il surrealismo», racconta con riferimento alle «reazioni spropositate» di alcuni genitori non al passo con le circolari aggiornate della scuola, adirati perché costretti a riprendere da scuola i figli che, in una classe con all’improvviso due positivi, non hanno i requisiti per fare lezione in presenza.

Giovanna Corrieri

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