«Valli di Comacchio gestite con i privati? Prima tanto da fare»
Sandra Carli Ballola (La città futura-M5s) allarmata sul futuro del patrimonio lagunare
L’INTERVENTO
«Due fatti ci hanno colpito recentemente. Il primo è che nel 2021, forse per la prima volta nella storia di Comacchio, il Comune, insieme al Parco del Delta del Po, non è stato in grado di effettuare la tradizionale vendita promozionale natalizia di anguille, per la scarsa disponibilità della regina delle valli. Il secondo è che nella presentazione del Dup (documento di programmazione per gli anni 2022-24) avvenuta nell’ultimo consiglio comunale di dicembre scorso, l’amministrazione Negri ha deliberato che “L’esternalizzazione della pesca ad altri soggetti (anche privati), con tutte le attività ad essa correlate è attualmente oggetto di valutazioni concrete finalizzate a definire la formula di affidamento più idonea”, nonché il progetto di una fondazione per la gestione dell’intero comparto vallivo in cui “il Comune di Comacchio manterrà il controllo con il 51% della proprietà, di cui farà parte l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, ma che allo stesso tempo sia aperta alla partecipazione di uno o più soci operativi privati, e ad altri soggetti privati interessati (istituti di credito del territorio, assicurazioni)”».
A richiamare l’attenzione su cambiamenti che sarebbero epocali è Sandra Carli Ballola per le liste La città futura-M5s. La già candidata a sindaco non nega che si debba intervenire, ma molto ha da dire sul come, «chiarendo preliminarmente se si ritiene che la governance dei beni comuni delle valli debba rimanere in capo al Comune e al Parco. E chiarendo che qualsiasi ipotesi di tutela e valorizzazione non può non passare che dal ripristino della semina e dell’allevamento dell’anguilla in primis».
Ecco, allora la richiesta «che si costituisca un competente tavolo di lavoro e di studio sul tema, prima di ogni decisione. E intanto rivolgiamo all’amministrazione comunale, attraverso un’interrogazione già depositata, le seguenti domande: si vuole che le Valli rimangano beni comuni dei comacchiesi per cui la direzione e il controllo devono rimanere in capo al Comune e al Parco, enti deputati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico e necessari anche per conciliare-coordinare-sintonizzare i diversi interessi spesso contrapposti che si scontrano tra i soggetti che operano in valle? Prima di scrivere di esternalizzazioni o di fondazioni, non si ritiene sia preliminarmente necessario, a opera degli enti atti al controllo e alla governance (Comune e Parco) predisporre un progetto speciale per la sistemazione idraulico-ambientale delle Valli, definire le modalità di pesca in valle, a cominciare dalla semina e allevamento estensivo dell’anguilla, definire un programma di utilizzo dei fondi inseriti nel Pnrr per realizzare interventi nell’area, tracciare regole, criteri, obiettivi della potenziale fondazione? Non si ritengono necessari preliminarmente un’analisi e un bilancio delle passate esperienze di concessione di specchi vallivi, come valle Campo, che ci risultano dall’esito fallimentare anche dal punto di vista occupazionale? Richiediamo, pertanto, una riflessione competente sui temi suindicati attraverso un gruppo di lavoro».
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