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Buoni spesa donati dalla Coop Reno per i più fragili

Buoni spesa donati dalla Coop Reno per i più fragili

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ARGENTA. Coop Reno ha consegnato all’amministrazione comunale dei buoni per l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità perché vengano destinati a famiglie in condizioni di fragilità economica nell’ambito dell’iniziativa “10.000 buoni motivi per ripartire”. Come spiega Luca Stanzani, responsabile direzione Soci di Coop Reno, il progetto è partito in periodo emergenziale quando l’azienda ha deciso di stanziare parte degli propri utili a favore dei Comuni dove Coop Reno è presente coi suoi punti vendita. Grazie all’iniziativa, sono stati distribuiti buoni alimentari in 52 Comuni. Presente alla consegna dei buoni il sindaco Baldini, l’assessora Ferrari e Franco Balandi presidente dell’associazione Codifiume 2.0. Tante, nel tempo, le iniziative di volontariato attivate grazie alla collaborazione di Coop Reno con le associazioni della frazione: già durante il primo lock down è stato possibile portare la spesa a domicilio a molte persone, spesso anziani e cittadini in quarantena che, oltre ad avere una reale necessità, hanno potuto sentire la vicinanza dei volontari e della comunità tutta. Grazie all’iniziativa “10.000 buoni motivi per ripartire” al Comune di Argenta sono stati consegnati oltre 140 buoni spesa per un valore complessivo di mille euro. La scelta di Coop Reno di consegnare all’amministrazione i buoni, anziché farne una distribuzione diretta, è una scelta precisa per far sì che i buoni vengano distribuiti alle realtà più fragili del territorio e nei prossimi giorni verranno decisi i criteri di assegnazione. «Ringraziamo pubblicamente Coop Reno – ha detto il sindaco – Abbiamo ricevuto mille euro che distribuiremo prossimamente a chi ne ha più bisogno, un supporto che sarà di aiuto alle famiglie che ne beneficeranno. Un gesto che testimonia l’impegno per raggiungere i più fragili, reso possibile anche dalla collaborazione con le associazioni locali, che si sono spese nel momento più critico, quello del lockdown, e lo fanno tutt’ora».

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