«Sekou ci sapeva fare con i nostri ragazzi» Lutto in comunità
CENTO. C’è sconcerto, dolore, dispiacere. E grande pudore nel parlare di quel ragazzone che non c’è più. Parliamo di Sekou Diallo, il 35enne della Guinea morto dopo 6 giorni di coma, a seguito di un incidente stradale in via di Mezzo, a Cento. L’investimento all’uscita dal lavoro, mentre si accingeva a tornare a casa a Bologna, il pomeriggio dello scorso mercoledì 5; il decesso martedì 11, dopo aver donato cuore e fegato, salvando la vita due persone, e sabato la commemorazione nel parchetto dove amava giocare a basket e dove avrebbe dovuto festeggiare, proprio quel giorno, il compleanno. A parlarci di lui è Stefano Valeriani, coordinatore della comunità d’accoglienza minorile dove Sekou lavorava, a Cento: nell’ambito della cooperativa sociale Open Group, la comunità “Il giardino dei giganti”, la prima nata nel Ferrarese come comunità educativa integrata per minori (12-18 anni) su richiesta della neuropsichiatria di Ferrara.
«Svolgeva il ruolo di educatore notturno - inizia Valeriani -, era da noi da 7/8 mesi; poi, in varie occasioni si era reso disponibile a svolgere ore diurne: vedendo che aveva esperienza e facilità di rapportarsi ai ragazzi, gli abbiamo chiesto di ampliare il suo impegno. A lui faceva più comodo il notturno, anche perché studiava (all’Alma Mater doveva laurearsi in antropologia, ndr). Faceva il secondo notturno, ossia presenza passiva, quello che viene svegliato in caso di necessità: un paio di ore la sera, tre la mattina, per il resto dormiva».
Le sue capacità erano riconosciute: «È sempre stato in grado di gestire le situazioni, era molto attento a riconoscere le fragilità dei ragazzi che aveva davanti, la cultura dell’altro, sia per il suo percorso di studi, sia per la sua personale esperienza. Era affabile, generoso, pronto a rivedere il suo punto di vista».
Sokou era stato presentato da un ex collega, il suo coinquilino. In comunità e a casa, però, del suo incidente non si è saputo subito: «Ce ne siamo accorti il 6, quando non si è presentato. Abbiamo provato a chiamarlo, ma il telefono squillava a vuoto e ci siamo attivati, avvertendo il suo coinquilino: proprio lui alla fine lo ha rintracciato all’ospedale Maggiore, in terapia intensiva. Lui e una nostra collega che lo andavano a trovare, ma era incosciente, con complicanze gravissime».
Quindi il decesso e la commemorazione: «Sabato siamo andati alla manifestazione ai giardini Fava. Sapevamo che mandava soldi alla sua famiglia, ma lo aveva confidato a qualcuno di noi, a pochi aveva confidato di avere una figlia».
Che, assieme alla nonna, vorrebbe il feretro in Guinea: chi volesse contribuire può fare una donazione all’Associazione Guineana dell’Emilia Romagna (iban: IT91X3253203200006571283683).
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