La Nuova Ferrara

Ferrara

la voce delle associazioni 

I malati non Covid in difficoltà «Mancata intesa con i privati»

Margherita Goberti

Per Gullini (Lilt) le prestazioni sono frenate dalla incompleta collaborazione con le cliniche Maneo (Ant): noi assistiti anche per interventi immediati 

2 MINUTI DI LETTURA





Fra le gravi conseguenze causate da questa pandemia che ormai ci coinvolge da due anni, c’è anche lo slittamento se non la soppressione a tempi migliori, di visite specialistiche ed interventi chirurgici. La situazione è a macchia di leopardo. Gli assistiti dell’Associazione nazionale tumori, ad esempio, non stanno trovando difficoltà. «Anzi – dichiara Maurizio Maneo che presta servizio nell’associazione – continuando a seguirli senza mai interrompere la nostra presenza, abbiamo in alcuni casi evitato l’ospedale mentre quando si è presentato un caso molto grave che necessitava di un intervento immediato sono bastate solo poche ore per il ricovero in ospedale e per procedere. Quindi noi non possiamo assolutamente rilevare che la situazione abbia interferito sui tempi delle visite ai nostri pazienti che sono circa una cinquantina e sono malati particolari che quindi necessitano di controlli programmati che sono sempre stati rispettati».

La vede diversamente Sergio Gullini gastroenterologo fra i fondatori della Lilt. «L’anno scorso, superata in parte la fase critica causata dalla pandemia, si era detto che la esperienza con la pandemia avrebbe portato ad un miglioramento dell’organizzazione ospedaliera, ma questo non è avvenuto e con la recrudescenza della pandemia ci si è di nuovo trovati in crisi e per assicurare il ricovero ai positivi, si è ridotta l’offerta di ricovero e di prestazioni per pazienti non Covid, ma affetti da altre gravi patologie o bisognosi di interventi chirurgici complessi. Questo è avvenuto – è la sua visione – anche perché negli anni non si sono mai raggiunti accordi con le strutture sanitarie private, per collaborare in maniera efficiente e produttiva. Non si è trovato il modo di concordare tramite il sistema privato, prestazioni gratuite di primo livello, quali prime visite specialistiche, esami radiologici di routine o piccoli interventi, che non dovrebbero essere erogati dall’ospedale e per questo molti nostri cittadini devono recarsi in Veneto». Ad aggravare i problemi l’enorme carico di lavoro burocratico a tutti i livelli, ma in particolare per i medici di famiglia.



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google