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area verde sul fiume 

Nuova Darsena pronta per l’estate Ma è scontro sulle volumetrie

Giovanna Corrieri
Nuova Darsena pronta per l’estate Ma è scontro sulle volumetrie

Savini (Lega): abbiamo ridotto l’edificato a un decimo. L’ex assessore: progetto pensato da noi

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Il lotto A4 del Piano Periferie dovrebbe essere pronto per l’estate. È stato questo il calcolo dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi ieri nel corso della commissione-sopralluogo al cantiere che affaccia direttamente sulla Darsena. Già pronte “piazzette” con sedute in legno che rispondono alla volontà di creare «un’area verde di carattere fluviale – spiegava l’architetto Angela Ghiglione – destinata al passeggio, che enfatizzi il dialogo tra il verde e l’acqua». Ma all’appello mancano, oltre a qualche cespuglio e alla semina dell’erba, degli «interventi per migliorare la funzionalità e la sicurezza di alcuni punti», diceva Maggi. Per esempio, precisava la consigliera Francesca Savini (Lega), l’attuale passerella metallica che collega l’area prospiciente il fiume con la retrostante via Darsena (dove tra le altre cose sarà realizzata anche una pista ciclabile) è un elemento «che non si integra bene in un parco». Sia per motivi di sicurezza sia per la posizione, che taglia a metà un’area con gradinate che secondo Savini potrebbe essere “sfruttata” diversamente. E c’è anche il problema dell’apertura sull’acqua, «nel progetto non sono previste protezioni», sosteneva Savini.

Ma la commissione “en plein air” è stata anche occasione di scontro tra leghisti e opposizione. Savini ha parlato di «differente approccio» dell’attuale amministrazione rispetto alla precedente, rimarcato poi anche da tutto il gruppo Lega: un «approccio alla riqualificazione degli spazi comuni di vecchio stampo, e spesso poco attento ad aspetti che invece, oggi ai ferraresi stanno molto a cuore. Il nostro approccio è quello di calarci nella realtà». Del resto era prevista, sottolineava Savini, la «trasformazione futura in lotti fondiari» per alcune zone del comparto Darsena: «Voi avevate previsto chiusure anche in altezza. Noi realizziamo il progetto con la variante che riduce le volumetrie ad un decimo». «Questo pezzo del progetto è come l’avevamo immaginato nel 2016» replicava l’ex assessore Roberta Fusari (Ac) : «Bisogna distinguere fra il Piano Periferie, che realizzava solo aree aperte, e il Piano Urbanistico, che avete cambiato togliendo l’edificabilità all’area». «La voglia di fare propaganda crea confusione grave fra gli strumenti urbanistici – diceva il consigliere Francesco Colaiacovo (Pd) – questo progetto è stato attuato come era stato disegnato: siamo soddisfatti per la realizzazione di un progetto che avevamo pensato». Colaiacovo ha anche espresso preoccupazione sui tempi del dragaggio della Darsena: «L’amministrazione non ponga limiti ed elementi ostativi per cominciare i lavori già in aprile»; «mi prendo l’impegno per fare pressing», ha risposto Maggi. È stata chiesta da Tommaso Mantovani (M5s) e da Savini attenzione alle alberature.



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