Senza lavoro da mesi l’appello della badante «Qualcuno mi aiuti»
La situazione che sta vivendo una donna di nazionalità ucraina, da 16 anni in Italia, è particolarmente difficile. È lei stessa a raccontare le fasi difficili di questo arrivo, e poi della permanenza, in Italia.
«Ho 57 anni e una figlia di 37 – dice la donna sulla quale nel tempo si sono avversati diversi problemi di non facile soluzione – , sono vedova da 20 anni per cui lavoro da sempre per aiutare mia figlia e il mio nipotino che ha avuto a soli 3 anni e mezzo un grosso problema a un rene. Tutto questo ci è costato 20mila euro che ancora sto pagando, facendo la badante. Però – dice ancora la donna ucraina – l’ultima assistenza che ho fatto si è dovuta interrompere perché la famiglia non era più in grado di pagarmi. E qui sono iniziati i guai».
La badante difatti ha presentato regolare documentazione attraverso il patronato Acli all’Inps per poter ricevere il sussidio di disoccupazione e affrontare così le spese per l’affitto ( 300 euro mensili) e anche parte delle restanti spese. Era il 2 novembre quando la donna ha inoltrato la domanda che poi è stata accolta ed è iniziata l’attesa ma a tutt’oggi non ha visto ancora nulla.
«Mi sono recata nuovamente al patronato - prosegue la donna – e poi all’Inps mi hanno detto che i documenti sono in regola ma devo aspettare. Ma io non ce la faccio più ad affrontare le spese. Sono riuscita ad avere un nuovo appuntamento all’Inps ma so già cosa mi diranno: va tutto bene e deve solo aspettare».
Mar.Go.
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