La Nuova Ferrara

Ferrara

Bollette alle stelle e ristoratori allo stremo

Marcello Pulidori

Da trattorie e pizzerie si alza il grido di dolore: «Chiuderemo tutti». Aumenti anche di oltre 4mila euro al mese

3 MINUTI DI LETTURA





Marcello Pulidori

«Godetevi la ristorazione, perché a breve esisterà solo nei ricordi. I costi rendono proibitivi i prezzi». Qualcuno forse la butta giù un poco pesante, ma certo è che la situazione in cui cercano di sopravvivere i titolari di ristoranti e pizzerie non è delle migliori. Un grido di allarme comune a tutti i ristoratori. Tutti. Perché tutti in questi giorni, e negli ultimi mesi, sono stati sottoposti alla scure del rincaro di materie prime, in particolar modo delle forniture. Negli ultimi tempi, poi, è il caro energia ad aver fatto il resto. La foto che accompagna le parole del titolare della trattoria “La Romantica”, Andrea Cavallina, dalla centralissima via Ripagrande, è quella di una bolletta di fornitura elettrica che per un solo mese vale un totale fino a oltre 4mila euro. «Poi se facciamo dei ritocchi, o meglio aumenti, al listino prezzi, apriti cielo – dice ancora Cavallina – anche giustamente perché in quel modo rischieresti il danno e anche la beffa, cioè i rincari e anche la perdita dei clienti». Una denuncia che non avrebbe bisogno di parole, tanto è enorme la cifra finale, e che è sorella di molte altre che stanno rimbalzando negli ultimi giorni sui social (ovviamente) di tutta la città. Preannunciato negli scorsi mesi da continui rincari, lo stato dell’arte attuale è quello di costi per l’energia elettrica più che triplicati, che si traducono in saracinesche abbassate nel passato o nel futuro più prossimo, e nel presente in un rincaro sul prezzo al cliente (già vittima di un impoverimento del suo potere d’acquisto) che non fa altro che spaventare ulteriormente e rendere il futuro più nero.

La reazione, da via Ripagrande a via Saraceno, è la medesima: la richiesta unanime di un intervento da parte dello Stato che «non sia assistenzialista ma pratico», dicono ancora i ristoratori. In modo da non rischiare, più che realisticamente, lo stop totale di un settore fondamentale per l’economia italiana. Le reazioni, si diceva. In Saraceno il proprietario della pizzeria “Il Ciclone”, Michelangelo Fancello, usa i numeri per essere ancora più netto: «La situazione? Con questi rincari dell’energia elettrica lavoriamo per pagare queste bollette – dice Fancello diretto diretto – Vi aggiungo i numeri, appunto: volete sapere, soltanto per il periodo di dicembre, di quanto è stato l’aumento rispetto alla media pre-rincari? Di oltre 4mila euro. Dico: 4mila euro in più per un mese di fornitura di energia elettrica. Così non si può davvero più continuare».

E il Governo, cosa può, e potrà fare per calmierare i costi di luce (e gas) ? I 3, 8 miliardi di euro inseriti nella legge di bilancio non bastano. Un intervento da un miliardo e mezzo di euro in queste ore in discussione in consiglio dei ministri e un piano da 10 miliardi a lungo termine che dovrebbe prevedere anche il taglio degli incentivi su idroelettrico e fotovoltaico. Questi sì. Insomma il Governo prova a trovare la quadra, ma certo è che l’impresa si presenta erculea. Nel frattempo i ristoratori che possono si tengono stretti stretti i propri clienti ai quali (per sacrosanti motivi) devono anche chiedere di esibire il Green Pass. Ma questo sarebbe un altro discorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google