E la Confartigianato denuncia «I piccoli sono i più penalizzati»
Le aziende di dimensioni ridotte paradossalmente hanno la peggio Gallerani: “meno consumi, più paghi” è un meccanismo iniquo
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Il problema molto grave del caro energia riguarda tutto il sistema produttivo nazionale. I piccoli imprenditori sono penalizzati da una distribuzione iniqua di questi oneri, che finanziano per il 49% e che sono dedicati, tra l’altro, alle agevolazioni per le aziende. Questa palese contraddizione viene denunciata da Confartigianato . «Vogliamo denunciare – afferma il presidente di Confartigianato di Ferrara, Graziano Gallerani – il problema incancrenito degli squilibri nella struttura della bolletta energetica che colpiscono i piccoli imprenditori. A causa dell’assurdo meccanismo “meno consumi, più paghi” applicato agli oneri parafiscali, le piccole imprese con consumi energetici contenuti sono costrette a finanziare la maggiore quota di oneri per il sostegno delle energie rinnovabili, di categorie come le imprese e i bonus sociali. Questa iniqua distribuzione del carico contributivo – dice ancora Gallerani – gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le piccole imprese che finiscono per pagare l’elettricità 4 volte di più rispetto a una grande industria».
Al Governo impegnato a individuare misure per alleggerire il costo dell’energia, Confartigianato sollecita pertanto la riforma rapida e drastica della struttura della bolletta per garantire una distribuzione più equa degli oneri generali di sistema tra le diverse categorie di utenti e legata all’effettivo consumo di energia. «La nostra proposta – aggiunge Gallerani – è di estrarre, almeno parzialmente, dalla bolletta gli oneri generali di sistema, trasferendo alla fiscalità generale le componenti tariffarie destinate a finanziare le agevolazioni per gli energivori e il bonus sociale. Confartigianato sollecita inoltre – dice ancora Gallerani – la definizione normativa dei criteri di distribuzione della contribuzione in bolletta, fondati sull’allineamento tra consumi e gettito. E ancora la revisione – conclude Gallerani – della disciplina delle agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia, limitando i benefici alle sole aziende che abbiano effettivamente realizzato interventi di efficienza energetica».
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