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Fondo Centopievese fra storia e ambiente «Visitiamolo in bici»

Beatrice Barberini
Fondo Centopievese fra storia e ambiente «Visitiamolo in bici»

Un itinerario di circa 200 km descritto da Antonio Gallerani «Vorrei far conoscere le tante bellezze artistiche e culturali»

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CENTO. Già medico di base e cicloturista di lungo corso, Antonio Gallerani si cimenta in una nuova avventura, tutta da vivere attraverso le pagine di un libro. Protagonisti, i paesaggi, le tradizioni e i luoghi della cultura del Centopievese, da assaporare tra una pedalata e l’altra, in sella all’amata bicicletta. Per il piacere di tanti appassionati e curiosi, il libro dal titolo “Progetto 2022” uscirà verso metà febbraio.

In attesa della pubblicazione, Gallerani ne anticipa i contenuti: «Ho cercato di realizzare un itinerario che, partendo da Cento, faccia tappa in tutti quei paesi e cittadine limitrofe alla città del Guercino. Si tratta di un percorso di poco più di 200 km, per l’esattezza 202,2, da cui ne è derivato il titolo».

la “guardata nuova”

Nel percorso è racchiusa anche la storia del territorio: «A nord la zona che va da Finale a San Felice, a sud quella di San Pietro e Bentivoglio, ma anche Casumaro e Nonantola, coincide quasi esattamente con quelli che un tempo erano i confini della palude. Una “fossa” che via via col tempo è stata riempita dai fiumi Reno, Samoggia e Panaro. È il Fondo Centopievese, o come dicevano nel XIII secolo una “Guardata nuova”. Chi arrivava a Cento, tra il 1200 e il 1300, non poteva non notare la bonifica della “Guardata nuova”, riferendosi alla nuova distesa di terra strappata alla palude e diventata coltivabile. Da qui, la divisione dei capi che scandisce, da oltre un secolo, il tempo e la vita di chi vive sui terreni della Partecipanza Agraria di Cento».

L’itinerario prevede il passaggio su strade e stradine secondarie, immerse nei suggestivi paesaggi che offre questo angolo di Pianura Padana, facendo sosta a Finale Emilia, Mirandola, San Felice sul Panaro, Nonantola, Bentivoglio: «In tutti i paesi, c’è la descrizione dei monumenti più importanti, mentre mi sono soffermato maggiormente sui monumenti simbolo di Cento e Pieve di Cento. Il percorso, è suddiviso in tratti. Il primo è di circa 40 km e va da Cento a Sant’Agostino, poi Casumaro e Finale Emilia. I tratti successivi prevedono l’arrivo a Mirandola, poi a Crevalcore e Nonantola. Un ritorno verso San Giovanni in Persiceto, e avanti verso Funo, Bentivoglio, San Pietro in Casale, per tornare infine a Pieve di Cento. Itinerario che dovrebbe essere percorso in tre o quattro giorni, in modo da gustare appieno il territorio».

Il libro ha una molteplicità di obiettivi: «Vorrei in questo modo far conoscere in maniera approfondita Cento e Pieve di Cento, i loro monumenti simbolo, le bellezze artistiche e culturali. Un modo per promuovere il nostro territorio, tanto ricco ma spesso poco valorizzato. Attraverso la ricerca di un itinerario che ha come ombelico il Fondo Centopievese, sarà possibile raggiungere in bicicletta, conoscere e visitare tutti i paesi più rilevanti, apprezzandone le peculiarità e le tradizioni del nostro territorio».

fotografie e mappe

Nel libro, 65 foto, 8 cartine che descrivono passo a passo tutto l’itinerario; la prefazione è di Adriano Orlandini: «Un libro che unisce la storia e le eccellenze del nostro territorio, l’arte e la cultura che ci contraddistinguono, con il piacere della bici-cultura, della mobilità lenta e sostenibile. Dal passato e dal presente, uno slancio verso il futuro, verso la promozione e il rilancio del territorio, anche in chiave turistica». A metà febbraio la presentazione, a cui seguirà un evento promosso da Gallerani, in cui sarà possibile percorrere, libro alla mano, in una unica giornata o a tappe, l’intero itinerario.



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