La Nuova Ferrara

Ferrara

«Ha fatto tanto per tutti Lo andavano a trovare a casa e non per visite di cortesia»

K.R.
«Ha fatto tanto per tutti Lo andavano a trovare a casa e non per visite di cortesia»

San Giuseppe: anche il ricordo di Zanni per l’ultimo saluto a Grata Morto a 90 anni, è stato dirigente del Pci e della Comacchiese 

2 MINUTI DI LETTURA





IL RICORDO

«Renzo era un uomo buono, pacato nei modi, rispettoso con tutti, non alzava mai la voce, non come tanti fanno oggi che urlano per imporre le loro idee, anziché esporle. Ha dato un contributo alla crescita sociale, politica ed economica del territorio e da protagonista ha fatto la sua parte». Tonino Zanni, esponente storico del Pci lagunare prima e di Rifondazione comunista poi, ex assessore provinciale, ha tracciato mercoledì pomeriggio, al termine delle esequie funebri celebrate a San Giuseppe, un commosso ricordo di Renzo Grata, 90 anni, ex dirigente del partito ed ex amministratore locale. Accanto ai figli Susy e Luca si sono strette la comunità locale e l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alle politiche sociali, Tiziana Gelli. In chiesa la bara di Grata, deceduto il 3 gennaio scorso all’ospedale del Delta per le conseguenze del Covid, è stata scortata dal Gonfalone comunale.

Nella sua orazione funebre, Zanni ha ricordato la figura di Grata che, da giovanissimo, aveva intrapreso la prima esperienza lavorativa, gestendo uno spaccio alimentare, per conto di una piccola cooperativa. Amante della musica, Grata suonava violino e mandolino, ma anche la politica e lo sport assunsero un peso determinante nel suo percorso di vita. Con Antonio Rubbi, all’inizio degli anni ’60, trascorse sei mesi a Mosca, per partecipare a un corso di formazione per quadri dirigenziali comunisti. Nel 1961 fu eletto per la prima volta in consiglio comunale, ma in seguito ricoprì anche le cariche di assessore e vicesindaco, dapprima nella giunta di Rino Beltrami, poi in quella di Leo Fabiani. «Diventò segretario del Pci – ha aggiunto Zanni -, in momenti burrascosi per il territorio, difficili e minacciosi. Molti lo andarono a trovare a casa e non per visite di cortesia...». Dopo le dimissioni nel 1978, Grata, senza abbandonare la passione politica, ha continuato a coltivare quella per il calcio, «diventando presidente del Comacchio calcio in periodi di vacche magre, senza mai smettere di offrire il suo contributo».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google