«L’emergenza adesso è anche sociale Il Comune deve subito intervenire»
Comacchio, Esposito (Civicamente) e Troiani (Libera Comacchio) lanciano un appello: attenzione alle fasce deboli
il punto
«Si amo avvolti dal caos. Le nostre certezze sono sgretolate, i nostri luoghi ritenuti un tempo sicuri ora ci spaventano, l’altro è diventato una persona quasi pericolosa da allontanare». Vito Troiani di Libera Comacchio e Melania Esposito di Civicamente si fanno portavoce di un disagio profondo che parte dai ragazzini e arriva agli anziani passando per i diversamente abili: le categorie più deboli, che ormai da due anni vivono una situazione di profondo disagio.
l’appello
«L’amministrazione comunale non comprende che non è in corso solo una emergenza sanitaria, ma anche sociale – fa presente Esposito -. Stanno esplodendo infatti i disagi, e anche a Comacchio si sono verificati episodi di violenza, come quella perpetrata da giovani ai danni di un commerciante comacchiese. Aumentano le richieste d’aiuto provenienti da bambini e bambine, ragazzi e ragazze. I segnali di allarme partono dalle famiglie, ma anche dalla scuola e dalle Università». Per Esposito, poi, «i processi di crescita dei nostri ragazzi avvengono all’interno di gruppi e spazi di aggregazione come possono essere le palestre. – Questi processi sono venuti a mancare sia perché i luoghi di aggregazione sono rimasti chiusi per molto tempo, sia perché la scuola in presenza è stata per molto tempo negata o ridimensionata.
«Crediamo che, dopo aver sollecitato e ottenuto l’apertura della piscina, sia giunto il momento di pensare a un luogo più consono per la campagna vaccinale che durerà ancora per diverso tempo. Non è procrastinabile l’apertura della Cittadella dello sport per offrire un luogo di socialità per i nostri ragazzi, un servizio veramente di qualità. Sono, infatti, ancora chiusi - conclude Esposito - il campo da basket, quello polifunzionale, le due palestre per la ginnastica, i tre campi da beach tennis e quello da tennis. Servizi che, come quello del basket, attualmente vengono fruiti spesso abusivamente dai ragazzi, i quali hanno rotto la recinzione ed entrano così all’interno della struttura».
la riflessione
«Odio e cattiveria sempre più accentuate tra persone che condividono lo stesso problema - fa presente Troiani -. Tutto improvvisamente cambia. Ciò ha avuto un impatto significativo sulla libertà individuale, sull’economia, sulla salute e sul benessere degli individui e della società. Quali conseguenze ha avuto un isolamento così prolungato sulla salute mentale? Ci siamo dimenticati di investire di più in servizi essenziali di assistenza e di garantire a tutti, equità e condizioni non discriminatorie di accesso ai servizi sociali e sanitari. La lontananza sociale, la quarantena e l’isolamento hanno influito molto. In questo clima di paura, di ansia, di disorientamento, ci siamo ritrovati a gestire una situazione senza avere gli “strumenti” necessari per trovare una soluzione in tempi brevi. Molte famiglie hanno avuto un tracollo finanziario, siamo stati travolti da pensieri nel cercare soluzioni che a volte hanno messo in secondo piano come potessero vivere emotivamente questa situazione le persone più fragili, i bambini soprattutto. È importante analizzare e comprendere gli effetti che le nuove modalità d’interazione, purtroppo, in soli due anni, sono stati cancellati decenni di progressi sulle sfide principali per l’infanzia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
