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“Ciao, bella Ormea” Addio alla partigiana

“Ciao, bella Ormea” Addio alla partigiana

Il funerale con le mondine a cantare l’inno della Resistenza  «Una donna minuta che esprimeva potenza incredibile»

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BONDENO. Ormea Lupi, scomparsa martedì a 91 anni, ieri ha ricevuto l’abbraccio di tutti quanti ne hanno apprezzato le virtù, durante una commossa cerimonia civile, svoltasi in una fredda mattina di gennaio. Il suo ricordo e i suoi insegnamenti continueranno di certo a scandire la vita di chi ne ha condiviso ideali e battaglie.

«Ho conosciuto “l’Ormea”, con la “elle” davanti, perché l’abbiamo sempre chiamata così, alcuni anni fa, quando la intervistai per parlare delle donne nella Resistenza – spiega Micaela Gavioli (Udi) –. Mi colpì questa donna tanto minuta e il fatto che riuscisse ad esprimere una potenza incredibile. Mi disse: “Volevo fare politica, perché fa parte del mio carattere non aspettare gli altri”». Proprio nell’Udi, Ormea sperimentò un “mondo” in cui trovare voce, per lavorare all’emancipazione delle donne. Ne sono testimoni le colleghe, come Laura Gulinati (Udi Bondeno), che riporta anche un messaggio dell’amica Costanza Sita, la quale era solita accompagnare Ormea Lupi nelle sue tante iniziative. «Non potevamo lasciarti andare – è stato il caloroso messaggio – senza alcune indicazioni: quando arriverai dove devi, fai un respiro profondo prima di coinvolgere le persone che incontrerai. Hai un fuoco inestinguibile, la tua speranza e solidarietà sono contagiose». Parole che toccano nel profondo i presenti: a partire dai familiari di Ormea, vale a dire il figlio Marco Corazzari, con Lorena e le nipoti Melissa, Ambra e Manila. Tra coloro che non sono voluti mancare, ecco Roberto Cassoli (Anpi), Paola Castagnotto (Udi), Raffaele Atti (Spi-Cgil) e il sindaco Simone Saletti, il quale si rivolge alla famiglia: «Quando manca una mamma, manca un mondo, un bagaglio di esperienze, in un percorso che non si esaurirà qui».

il dovere di ricordarla

Già si ipotizzano future iniziative per ricordare Ormea Lupi, magari un libro in cui raccoglierne idee e testimonianze. Bracciano Lodi (Anpi) aveva intervistato Ormea per un volume sulla storia di Scortichino, scritto assieme ad Edmo Mori. Gli aneddoti che racconta sono però quelli di un amico di famiglia: «I suoi consigli e quelli del marito Raul erano sempre preziosi. Quando andavo nella sua casa, vicino alla chiesa di Scortichino, non mancava mai il caffè. Lavorando nel collettivo dell’azienda Mazzona, non riusciva a capire perché la sinistra accettasse le regole di allora e che consideravano gli uomini “un’unità lavorativa”, mentre le donne valevano soltanto lo 0,75». Fondamentali le battaglie politiche di Ormea in consiglio comunale, quando seguì l’evoluzione della nuova legge istitutiva degli asili, che permise di concretizzare quello di Bondeno.

il saluto IN MUSICA

Un primo ricordo a lei dedicato potrebbe arrivare il 18 febbraio, per la celebrazione dell’assalto delle donne di Bondeno al municipio. «Un’iniziativa cui Ormea teneva particolarmente – ha ricordato Lodi – perché voleva fossero sempre ricordate quelle donne che misero a rischio le loro vite con un’eroica azione». Il cui valore è racchiuso nelle note di “Bella ciao”, intonato ieri dalle mondine che Ormea amava ascoltare, ricordando gli anni di tante conquiste sociali.

Mirco Peccenini

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