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Jolanda piange Beppe Musicista e pittore era il simbolo del paese «Dipingi per noi»

D.B.
Jolanda piange Beppe Musicista e pittore era il simbolo del paese «Dipingi per noi»

È morto giovedì al pronto soccorso del Sant’Anna all’età di 80 anni Aveva grande manualità, sia come artista che come riparatore 

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IL RICORDO

È morto giovedì mattina al pronto soccorso del Sant’Anna, dopo un aggravamento delle sue condizioni di salute, che ne avevano obbligato prima il ricovero a Cona, poi il trasferimento alla Quisisana. Durante il ricovero poi anche il contagio da Covid a complicare ulteriormente il quadro clinico. Se ne è andato così all’età di 80 anni Giuseppe Maccanti, per tutti “Beppe”, eclettico personaggio di Jolanda di Savoia, un vero tuttofare, oltre che abile musicista e pittore di qualità.

«Era difficile inquadrare Beppe - racconta l’amico Giovanni Ferro, ex amministratore comunale -, perché lui non accettava di essere ingabbiato in schemi. Era un validissimo pittore, penso che tutte le famiglie a Jolanda abbiano un suo quadro in casa. Ma aveva grande manualità in tutto, sia perché poteva riparare di tutto ma anche come musicista, penso di avergli visto suonare tutti gli strumenti. Mancherà».

Proprio Ferro alla fine dello scorso anno lo aveva trovato a casa ferito, immediata la chiamata al 118 e il ricovero, anche se inizialmente le sue condizioni non sembravano così gravi. Mai sposato, l’80enne lascia alcuni nipoti oltre a tanti amici.

IL SALUTO

In attesa di sapere la data dei funerali, pubblichiamo questo bellissimo ricordo di un altro amico di Maccanti, Romano Dall’Occo: “Ciao Beppe... Così vorrei iniziare la lettera di saluto all’amico Giuseppe Maccanti, per tutti Beppe. Sulla sua vita ce ne sarebbe abbastanza per produrre un film, magari non è paragonabile a Ligabue, ma anche il grande Walter Matteucci (ex collaboratore della Nuova Ferrara; ndr), nel suo libro su Jolanda gli dedicò ben tre pagine, declamando proprio l’artista musicista, pittore poliedrico e versatile. Beppe amava profondamente i luoghi ritratti nei suoi quadri, dipingeva con una tecnica che rendeva le sue opere volutamente quasi sfuocate. Quell’interpretazione delle immagini che si vedono nei sogni di ognuno di noi, che rivedono appunto il passato da bimbi o ragazzini del paese di Jolanda, dipinti che ritraggono le località che erano teatro di battute a ranocchi o pesci gatto, le antiche corti rurali, fossi canali, strade innevate e l'immancabile acquedotto monumentale visto da via Roma. La sua proverbiale manualità lo rese famoso come riparatore di tutto, infatti quasi tutti a Jolanda gli abbiamo chiesto di aggiustare un elettrodomestico. I proiettori della parrocchia li riparava sempre lui, nel suo laboratorio presso le ex scuole “la Rotonda”. Ha avuto due grandi amori nella sua vita, la sua fisarmonica e la sua tastiera Yamaha da 5 ottave. Voleva essere autonomo, senza avere bisogno di complicati impianti sui quali ricamava scale e melodie di vero ballo liscio. Negli anni ’70-’80 o giù di lì, girava per il paese con una cinepresa “super8” filmando un po’ di tutto, in realtà stava tramandando a tutti noi la vita del paese in quei tempi, questi filmati rimangono storia e testimonianza di un tempo che non c’è più. Sempre allegro, gironzolava per il paese, e se vedeva qualcuno nei viali, gli faceva un cenno per fare quattro chiacchiere, perché Beppe non sopportava la solitudine, se poi veniva coinvolto si addentrava in qualunque discussione. Non c'è che dire, nella comunità di Jolanda lascerà un vuoto incolmabile, il suo fare zingaresco e chiassoso, un vero bohèmien dei giorni nostri, ci mancherà: eri un buono e i ricordi ti manterranno vivo fra la tua gente e i tuoi cari. Ciao Beppe, continua a suonare e a dipingere per noi”.



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