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la ripresa rischia uno stop 

Emergenza addetti «Pochissimi posti per gli stagionali extracomunitari»

Andrea Tebaldi
Emergenza addetti «Pochissimi posti per gli stagionali extracomunitari»

Autorizzazioni insufficienti e tempi lunghi per il Ferrarese Calvalcoli (Confagricoltura): accordi regionali o sarà crisi 

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La penuria di manodopera nel settore agricolo è destinata ad aggravarsi, senza adeguate soluzioni «le imprese agricole potrebbero trovarsi a non avere sufficienti lavoratori per raccogliere i propri prodotti». È il grido d’allarme lanciato dal Direttore di Confagricoltura Ferrara Paolo Cavalcoli. «Negli ultimi due anni il problema non si è manifestato con particolare intensità, sia perché il settore agricolo ha accolto centinaia di persone che a causa del lockdown non potevano svolgere la loro abituale attività lavorativa, in particolare nei settori del turismo, del commercio e della ristorazione, sia a causa dei flagelli atmosferici che hanno causato la drastica riduzione delle produzioni di frutta. Ma se quest’anno finalmente gli eventi atmosferici daranno tregua al settore, il problema si manifesterà in tutta la sua asprezza. All’inizio degli anni duemila soffrimmo di analoghe difficoltà – ricorda Cavalcoli – ma allora con il Decreto flussi, che consentì l’ingresso di migliaia di lavoratori provenienti principalmente dall’est Europa, riuscimmo ad arginare il problema, anche grazie all’eccellente organizzazione che seppero darsi le locali Direzione provinciale del Lavoro, Prefettura e Questura».

Poi con l’allargamento dei confini della Ue, il Decreto flussi perse la propria fondamentale importanza in quelle province che, come Ferrara, fruivano prevalentemente di manodopera proveniente dai Paesi divenuti comunitari, e così la quota concessa alla nostra provincia si ridusse a poche decine di unità, con conseguente ridimensionamento del sistema. Ma ora quel flusso di lavoratori provenienti in particolare da Polonia e Romania si è drasticamente ridimensionato, «in quanto - fa presente il direttore Confragricoltura - questi lavoratori preferiscono rivolgersi a Paesi, come la Germania e l’Olanda, che grazie a sgravi fiscali e contributivi consentono loro di percepire retribuzioni sensibilmente più elevate rispetto alle nostre, a fronte di medesime prestazioni. A tutto ciò si aggiunge il problema di quei lavoratori stranieri i quali, non volendo sottostare alle norme sul Green pass entrate in vigore lo scorso 15 ottobre, hanno preferito fare rientro al proprio Paese di origine, e che presumibilmente non torneranno in Italia in occasione delle prossime campagne di raccolta. Anche l’introduzione dell’obbligo vaccinale per i lavoratori ultracinquantenni, che rappresenta un provvedimento senz’altro importante per arginare il Covid, potrebbe ulteriormente erodere il contingente di lavoratori disponibili, anche tenuto conto che il 35% dei lavoratori agricoli è over 50». C’è infine il problema dei lavoratori stranieri vaccinati con Sputnik o sieri cinesi, non riconosciuti in Europa, «è indispensabile che si proceda in tempi brevi al riconoscimento di quei vaccini» continua Cavalcoli.

Tornando ai flussi, recentemente è stato emanato il decreto per l’anno 2021 (con gravissimo ritardo) che consentirà l’ingresso di 69.700 lavoratori non comunitari, dei quali 42mila per lavoro subordinato stagionale in ambito agricolo e turistico. Per il lavoro non stagionale le domande potranno essere presentate a decorrere dal 27 gennaio, le altre dal’1 febbraio, mentre il termine per la presentazione è fissato al 17 marzo. «Ma le autorizzazioni accordate alla nostra provincia saranno pochissime ed i tempi di autorizzazione all’ingresso piuttosto lunghi - è il grido d’allarme di Cavalcoli - Occorre pertanto rivedere la normativa anche immaginando accordi bilaterali, specifici per settore, stipulati a livello regionale con alcuni Paesi extra Ue, affinché torni ad essere uno strumento in grado di soddisfare i fabbisogni di manodopera per i periodi strettamente necessari. Sarebbe inoltre auspicabile che venissero ridotte le aliquote contributive».



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