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Fabbri: sì al “tetto” per la residenzialità Pd e Ac attaccano

Fabbri: sì al “tetto” per la residenzialità Pd e Ac attaccano

II sindaco chiarisce di voler intervenire solo su una parte del regolamento bocciato dalla sentenza del tribunale I dem: danneggiano i giovani

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Mentre dall’opposizione arrivano pesanti strali, con il Pd che accusa la giunta di non tener conto delle esigenze delle giovani coppie, il sindaco Alan Fabbri è tornato sulla bocciatura della sospensiva della sentenza sulle graduatoria “discriminatorie” per le case popolari. Ha aggiunto sui social un dettaglio che fa capire in che direzione intenda andare il Comune per adeguarsi, come ha detto di voler fare, alla sentenza di primo grado del tribunale che appunto impone di modificare il regolamento nella parte dei maxi-punteggi per la residenzialità. «Ci è stato solo chiesto di mettere un tetto al principio di residenzialità storica» ha specificato ieri, lasciando così intendere di voler intervenire solo su di una delle parti del regolamento bocciato dal giudice; l’altra, appunto, era relativa al peso eccessivo riconosciuto al numero di anni di residenza in città, tale da decidere, di fatto,la possibilità di entrare o meno in casa.

«Del resto la graduatoria parla chiaro - dice Francesco Colaiacovo, capogruppo Pd - Ci sono nuovi inquilini entrati esclusivamente con i punti della residenza. Inutile a questo punto avere in famiglia un disabile o tanti figli, viene tutto superato da quest’unico parametro. Così però si discriminano non solo gli stranieri, ma anche le giovani coppie: è mancanza di visione del futuro».

È duro anche il commento di Azione civica: «730 domande per avere una casa, questa è la dimensione del bisogno di casa che c’è a Ferrara. Per assegnare gli unici 80 alloggi disponibili il sindaco ha ingaggiato una battaglia perdente con il tribunale (a spese dei cittadini) per stabilire chi sia il più bisognoso. Una guerra tra poveri». La lista civica di Roberta Fusari ricorda ancora i «5,5 milioni di milioni vinti su bando regionale per fare 31 alloggi pubblici nell’area ex Mof» e il fatto che il Comune «non ha partecipato ad un importante bando nazionale per ben 30 milioni pensato proprio per l’abitare».

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