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L’anomalia di Boscoforte e il suo futuro Un’azienda di caccia privata nel pubblico

An.Bo.
L’anomalia di Boscoforte e il suo futuro Un’azienda di caccia privata nel pubblico

L’assessore Cardi: «La Regione ha approvato e avallato. La società concorrerà alle spese: direi che è tutto regolare» 

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il caso

La penisola di Boscoforte continua a far discutere. Il capogruppo di Per Fare, Alberto Righetti, ha presentato in consiglio una mozione relativa alla gestione e l’assessore Antonio Cardi ne ha approfittato per fare il punto della situazione.

«A seguito della costituzione dell’Azienda faunistica venatoria il Comune di Comacchio dovrà pagare alla Regione la tassa di concessione – fa presente Righetti –. Il Comune ha inteso inserire nelle aree dove sarà consentita la caccia l’area di Boscoforte, che vi ricordo è un’area privata, la quale sarà a esclusiva fruizione del privato. Ci sono stati anche dei costi sostenuti da questa amministrazione oltre, ovviamente, ai costi per il personale, per i quali il privato non ha comunque sostenuto, appunto, nessun tipo di costo. Quindi ha pagato il pubblico e anche nell’assegnazione degli appostamenti non sono state inserite le aree del privato, che ne beneficerà appunto per sette anni». Per Righetti «è interesse pubblico quello di mantenere la penisola di Boscoforte fruibile e vi ricordo che la fruizione pubblica, per l’accordo che si ha con la proprietà, scadrà nel 2022».

le richieste

Con la mozione Per Fare chiede dunque di impegnare la giunta e il sindaco a subordinare l’attività di caccia nell’area di Boscoforte al pagamento di quanto dovuto dal privato, «perché appunto dei costi sono stati sostenuti e ne ha beneficiato anche le sue aree; a sottoscrivere un accordo, una convenzione che disciplini le modalità di fruizione per il pubblico dell’area e ad impegnarci anche in ogni sede a far sì che l’acquisizione della penisola di Boscoforte al Demanio avvenga».

Nell’accordo che era stato sottoscritto dall’allora sindaco Cristina Cicognani era previsto che al termine dei lavori dell’argine Boscoforte potesse diventare, appunto, un’area pubblica».

Dettagliata la risposta di Cardi: «Innanzitutto la società Valli Meridionali di Comacchio, il privato, si è impegnato a concorrere alle spese sostenute dall’amministrazione comunale inerenti l’Azienda faunistica venatoria Valli di Comacchio. L’Ufficio ambiente saline patrimonio vallivo ha predisposto l’esatto conteggio delle spese circa una quindicina di giorni fa, che ammontano a 5.341,26 euro e verranno inoltrate alla ditta tramite una nota a fronte di specifica determina dirigenziale».

Per quanto riguarda invece l’argine, «diciamo che è un intervento finalizzato alla sistemazione della parte superficiale, che verrà chiuso per la fine di febbraio secondo le previsioni, ma la ditta confida, se il tempo dà tregua, di chiudere prima».

E dopo cosa succederà? «L’Azienda faunistica venatoria è stata approvata dalla Regione, è stata fatta una scelta, quella di riprendere la stessa perimetrazione dell’azienda precedente, perché ha consentito di mantenere le deroghe delle tre giornate di caccia e le altre deroghe previste, perché altrimenti ci si doveva adeguare alle normative previste per le Aziende faunistiche venatorie che impongono, a esempio, due giornate di caccia».

l’intervento

Anche la consigliera Sandra Carli Ballola, la quale ha sollevato la questione già nello scorso mese d’agosto, ha detto la sua sulla penisola: «A me invece è stata segnalata una bella anomalia. L’anomalia del fatto che abbiamo un’azienda di caccia privata all’interno di un’azienda pubblica. Il nodo del problema non è tanto e non è solamente quello delle spese. In questo Comune qualcosa non è corretto: un privato che gestisce i punti caccia a pagamento all’interno di un’Azienda faunistica pubblica. Un’anomalia che si trascina da decenni, che nessuna amministrazione ha risolto».

E a questo punto la consigliera vuole chiarimenti: «È normale che ci sia questa situazione, di un’Azienda faunistica privata dentro una pubblica?». «L’Azienda è stata approvata, avallata dalla Regione per cui ritengo che sia tutto regolare», la conclusione dell’assessore.



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