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«Ma la presunzione d’innocenza nasconde il rischio di censura»

«Ma la presunzione d’innocenza nasconde il rischio di censura»

La procuratrice Musti ha ricordato la nuova legge e le molte critiche «Perchè informare l’opinione pubblica è un dovere d’ufficio dei pm» 

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IL MONITO

Ai tanti problemi sulla giustizia, quest’anno se ne è aggiunto un altro che riguarda direttamente magistrati e giornalisti, bersaglio della nuova legge sulla “presunzione di innocenza” contro i “processi spettacolo”, le “gogne mediatiche” e le forzature dei media sui procedimenti a carico dei cittadini. In realtà, è una legge che attenua il diritto-dovere di cronaca e sconfina col rischio di censura, come la stessa procuratrice reggente Lucia Musti ha analizzato nel suo intervento. «La nuova legge sulla presunzione di innocenza entrata in vigore il 14 dicembre scorso – ha ricordato rivolgendosi anche ai giornalisti presenti – prevede che possano essere solo i procuratori (i capi dell’ufficio, ndr) a parlare con “comunicati ufficiali” soltanto quando la diffusione di informazioni sui procedimenti penali è strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini o ricorrono altre rilevanti ragioni di interesse pubblico e attraverso conferenze stampa limitate a casi di particolare rilevanza pubblica». La nuova legge avrà una ricaduta (e lo ha già anche nelle cronache ferrarese) notevole sull’opinione pubblica. Perché la stessa Musti, ricordando altri alti magistrati che hanno criticato la legge, ha sottolineato il rischio che possa calare «la censura sulle inchieste, soprattutto quelle a carico di “personaggi importanti”, nonché di quelle indagini che se correttamente comunicate e gestite arricchiscono la “democrazia consapevole” dei cittadini». Rammenta ancora la Musti, che lo stesso procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, ha affermato che «informare l’opinione pubblica non è manifestazione della libertà di espressione dei magistrati ma un preciso dovere d’ufficio come più volte affermato anche dalle fonti europee». E italiane: il Csm stesso – cita la Musti – che in una circolare aveva ricordato che «il procuratore deve evitare che possano essere sottratte alla conoscenza dell’opinione pubblica informazioni di interesse, in ragione della qualità dei soggetti coinvolti dalle indagini e della rilevanza dei fatti oggetto di accertamento». Una legge chiude la Musti «stigmatizzata dall’associazione magistrati», che sta condizionando anche il diritto di cronaca nel Ferrarese, con le nuove disposizioni emanate dalla procura in questi giorni.

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