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Contributi alle aziende «Quelle ammesse sono troppo poche

Contributi alle aziende «Quelle ammesse sono troppo poche

Contarini (Unione Portomaggiore): «Avevamo ragione» Hanno usufruito degli aiuti solo 22, ora si chiede di cambiare

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portomaggiore. Alcune aziende di Portomaggiore hanno usufruito dei fondi messi a disposizione da Unione Valli e Delizie attraverso il bando per la concessione di contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19. «Si è trattato purtroppo di un modestissimo numero (22) rispetto all’elevato numero di imprese che realmente hanno subito danni - spiega Massimo Contarini per Unione Portomaggiore -. Dobbiamo purtroppo constatare ancora una volta come le nostre indicazioni fornite in sede di consiglio dell’Unione se fossero state seguite avrebbero evitato il mezzo flop di questo bando, che è riuscito a erogare appena il 31% dei fondi a disposizione». A quanto pare, «il primo limite di questo bando è stato quello di circoscrivere il contributo solo ad alcuni codici attività senza allargare la platea a tutte le attività che i danni li hanno subiti realmente pur non rientrando nei previsti codici Ateco». Quindi, «il secondo limite che abbiamo visto è stato quello di richiedere l’iscrizione alla Camera di Commercio, cosa che di per sé esclude quelle organizzazioni del mondo associativo che svolgendo marginale attività commerciale non risultano obbligate a tale iscrizione».

L’altro elemento di criticità «è il non aver parametrato l’entità del contributo alla misura del danno, ciò avrebbe garantito la proporzionalità del ristoro ai danni subiti quindi maggiore equità». E poi l’affondo: «È vero che non c’è maggior sordo di chi non vuol sentire ma ora non bisogna più sbagliare e, dato che il precedente concetto di contributo è superato potendo essere adatto per fronteggiare alcune circoscritte fasi della pandemia tuttora in corso, occorre calibrare la distribuzione degli ampi fondi rimasti a disposizione in relazione alle nuove tipologie di danno che si stanno mostrando evidenti a tutti». Come fare? «In primo luogo, è necessario porre rimedio al danno conseguente all’elevato numero di persone in quarantena o in isolamento fenomeno questo che determina una significativa riduzione delle presenze sul luogo di lavoro. Quindi, occorre tener conto dai danni causati dai limiti all’accesso alle attività dei pubblici esercizi, delle attività commerciali e dei servizi alla persona. È vero che non dipende dai singoli amministratori, ma è anche vero che possiamo farci sentire».

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