Lo stabile dell’ex Consorzio agrario in cerca di una nuova dimensione
L’auspicio di Verri: «Occorre un piano di bonifica e recupero, anche con l’intervento di soggetti privati»
BONDENO. Ci sono complessi produttivi che hanno determinato l’economia di un territorio, cambiandone profondamente la morfologia e per i quali arriva il momento di ripensare un futuro. Un futuro che deve, necessariamente, fare i conti con nuovi fattori in gioco.
Uno di questi è il complesso del vecchio Consorzio agrario, andato “in pensione” quando, nel 2013, fu inaugurata la nuova struttura vicina alla stazione dei treni, certamente più agile e funzionale. Oggi, del vecchio stabile, che fino all’epoca in questione aveva ospitato anche gli uffici di un’assicurazione privata, rimane un’area contraddistinta da strutture ormai abbandonate. Assieme a vegetazione spontanea ed edifici cadenti.
Il consigliere comunale civico Davide Verri, a tal proposito, parla di «una delle tante aree da bonificare sul territorio che aspettano risposte come del resto vale per la zona in cui si trovava l’ex distributore Ip in via Pironi o dov’era situato quello collocato un tempo su via dei Mille e la Virgiliana. Vi è quindi l’area abbandonata – conferma Verri – dove sorgeva il vecchio consorzio agrario in viale Matteotti, ancora da bonificare, così come l’area in via Copernico piena di rifiuti potenzialmente pericolosi (di cui si è parlato qualche mese fa in consiglio comunale; ndr) ed ancora l’ex Siram».
Eppure, nel caso dell’ex Consorzio agrario, l’area potrebbe riservare ora un rinnovato interesse, alla luce del vicino insediamento del gruppo Bertani, il cui iter procede nell’ambito della conferenza dei servizi provinciale. «Parliamo, nel caso dell’ex consorzio, di un esempio di archeologia industriale: il vecchio silo dei cereali ne è un classico esempio. L’auspicio – sottolinea ancora Davide Verri – è che si faccia un censimento di questi siti per poi procedere a recuperarli, anche con l’intervento di soggetti privati interessati al recupero delle aree ora dismesse. Un vero e proprio piano, da affiancare al Pug e che si occupi di rigenerazione urbana, del recupero dell’esistente in piena sintonia con il principio sacrosanto di contenere lo sfruttamento di nuove aree». Per limitare il consumo di suolo.
«Lo sviluppo armonico di una comunità – conclude l’ex sindaco – non può più prescindere dalla pianificazione ecosostenibile e dal rispetto dell’ambiente. Un tema questo su cui il Comune di Bondeno appare ancora piuttosto assente».
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