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Minore allontanato vede la madre solo tre volte: «Ora il ricorso urgente per farlo tornare a casa»

Il caso di un bambino passato per comunità e famiglie assegnatarie. L’avvocato: «Ha reazioni per sfogare ansia e rabbia, si intervenga» 


24 gennaio 2022


FERRARA. Ancora una triste situazione di minori che avviene nella nostra città. Ancora un caso di un piccolo allontanato dalla propria famiglia con evidenti conseguenze sulla sua serenità, come evidenziato dall’avvocato che sta seguendo la madre in questa vicenda, che va oltre il mero aspetto giudiziario. Il minore protagonista suo malgrado di questa storia ha sette anni e nella sua brevissima vita ha vissuto lunghi periodi lontano dalla mamma, collocato presso famiglie affidatarie, parcheggiato in una comunità («degli orrori» secondo il legale) e ha vissuto solo saltuariamente con lei. Un calvario iniziato quando il bimbo era piccolissimo ed era stato allontanato «in quanto una psicologa e una assistente sociale vedevano un eccessivo attaccamento tra mamma e bambino – spiegano dallo studio Miraglia di Modena -. All’inizio erano stati alloggiati in una comunità fatiscente, dove sui pavimenti scorrazzavano allegramente gli scarafaggi e senza che per mesi di loro i servizi sociali si occupassero, nemmeno per un percorso di sostegno alla genitorialità che li facesse tornare a casa insieme. La donna era stata costretta a perdere il lavoro, perché da quella comunità non le consentivano di allontanarsi».

LA SPERANZA

Nel 2018 la madre riesce finalmente a uscire dalla comunità e ad avere il figlio con sé. «Ma dopo un paio d’anni le istituzioni glielo hanno tolto nuovamente – commenta l’avvocato Miraglia –, questa volta però affidandolo a un’altra famiglia. Quello che sconcerta è che per quasi un anno i servizi sociali non hanno fatto vedere questo bambino alla mamma e nel corso del 2021 si sono potuti vedere soltanto tre volte e solo perché il bambino aveva manifestato uno stato di disagio e agitazione tali da costringere le assistenti sociali a organizzare gli incontri con la madre. A lasciare sgomenti ancora di più è sapere che questo bambino piange, soffre di insonnia, implora e supplica di tornare a casa dalla sua mamma, che con lui è sempre stata più che amorevole e scoprire dai suoi racconti che distrugge montagne di giornali per sfogare la propria rabbia. Pare sia un metodo applicato dalla psicologa per superare gli stati di frustrazione, ma ci chiediamo: è possibile che un bambino di soli 7 anni abbia bisogno di metodi per sfogare l’ansia, la frustrazione e la rabbia? Un bambino di 7 anni dovrebbe stare a casa con la propria mamma, i nonni amorevoli, i suoi giocattoli e i cani a cui è affezionatissimo».

La speranza è quella di vedere attivato un percorso di sostegno alla genitorialità, al rapporto madre-figlio. «L’istituto dell’affidamento è di per sé temporaneo e solo fino a quando non si vengono a creare le condizioni, attraverso un preciso percorso, per collocare il bambino presso la propria abitazione e la famiglia di origine. In questo caso è stato disatteso, ma è chiarissimo che il bambino stia soffrendo e non è certamente la situazione ideale per lui. Abbiamo presentato ricorso urgente affinché torni a casa, ma vorremmo sapere che fine ha fatto l’eventuale provvedimento che il Tribunale per i minorenni di Bologna dovrebbe aver emesso all’udienza di tre mesi fa. Vorremmo sapere che cosa stanno facendo i servizi sociali per riavvicinare questo bambino alla mamma: l’unica cosa che intanto hanno risposto è che stanno lavorando in ottemperanza alle disposizioni del Tribunale e soprattutto che i momenti di riavvicinamento alla mamma sono organizzati in base ai tempi e ai desideri del bambino. Come è possibile?».

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