Concessione non rinnovata Preoccupa il futuro della Salina
Farinelli (Pd): «La zona è anche isolata e inaccessibile dopo il crollo del ponte» Al Comune viene chiesta chiarezza sui tempi e sulle modalità di gestione
LIDO SPINA. È oggetto di un aspro dibattito politico il mancato rinnovo della convenzione per la gestione della salina, luogo simbolo degli antichi mestieri lagunari, dove dal 2015, grazie ad una sinergia tra Comune, Cadf e Parco del Delta, si riavviò la produzione del sale, in chiave turistico ambientale. Per il segretario del Partito democratico lagunare il silenzio del sindaco e dell’assessore Cardi sulla vicenda «è inaccettabile», mentre la Salina resta «isolata e inaccessibile da agosto dopo il crollo del ponte. Sono a rischio – dichiara il segretario del Pd locale, Michele Farinelli- la tenuta idraulica, la produzione del sale, la gestione ambientale di un sito di rilevanza comunitaria, nonché la fruizione turistica ed anche i posti di lavoro». Altre criticità ruotano attorno al sito che da primavera ad autunno, in questi ultimi anni, ha richiamato migliaia di visitatori appassionati di ecoturismo ed interessati a scoprire i luoghi eletti a dimora abituale da migliaia di fenicotteri rosa, ma anche da numerosi esemplari dell’avifauna deltizia.
i problemi
«Ci sono criticità – aggiunge il segretario Dem comacchiese – sia sulle tempistiche di ripristino, con la stagione turistica ormai alle porte, che sui costi delle opere. La primavera slow inizierà tra poco più di un mese e gli operatori non hanno ancora nessuna certezza sui tempi di fine lavori. Anche in consiglio comunale, il silenzio è totale». Il ponte della contesa è quello che attraversa la via Antica corriera al Lido di Spina, consentendo a turisti e operatori dediti alla miticoltura nella zona di accedere alla salina dalla strada statale Romea. Il giorno successivo alla sua chiusura, per segni di cedimento, ossia il 28 agosto scorso, il ponte è collassato su se stesso, isolando di fatto la salina di Comacchio da tutti i territori circostanti. Un danno incalcolabile d’immagine, ma anche per il settore escursionistico, dato che le tante visite guidate in trenino, organizzate dal Cadf, sono rimaste state sospese per tutto l’autunno e quindi anche durante la Sagra dell’anguilla.
«Sul capitolo dei costi – va avanti Farinelli – è senza dubbio apprezzabile lo sforzo della Regione Emilia Romagna, anche grazie all’interessamento del nostro consigliere regionale Marco Fabbri, ma la stima fatta dal Comune – prosegue Farinelli- non ci convince. Un milione di euro per un ponte di quelle dimensioni è una somma esorbitante». Il nuovo ponte Pallotta costruito nel 2016 per collegare via Marina a via Squero e al parcheggio del supermercato Coop, presenta una campata di 15 metri ed il costo complessivo di realizzazione è stato pari a 185 mila euro. «Per quello della Salina che è esattamente il doppio per lunghezza, – osserva Michele Farinelli – si stima cinque volte tanto. La nostra proposta è quella di realizzare un ponte provvisorio in tempo utile per la nidificazione che partirà il 15 marzo. Servono impegno e tempi certi sul ripristino del ponte -conclude il segretario del Pd lagunare – ed una strategia lineare e chiara anche in chiave delle risorse del Pnrr, a partire dal sale come produzione di eccellenza, ma anche segno distintivo di questo territorio». È notorio che durante il periodo di nidificazione, sino all’inizio dell’estate, eventuali cantieri in valle devono restare fermi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
