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Infanzia e nidi, a casa 38 classi: bolle e tracciamenti, è scontro

G. Cor.
Infanzia e nidi, a casa 38 classi: bolle e tracciamenti, è scontro

Il punto nelle scuole per i più piccoli. Cgil e Uil: manca personale, e sono state rotte le sezioni chiuse. Ignorata la nostra richiesta di tamponi ogni 14 giorni a carico del datore

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A Ferrara non risultano esserci scuole comunali completamente chiuse, dice l’assessora alla pubblica istruzione Dorota Kusiak. Ci sono però diversi istituti con classi dove è scattata la quarantena. Al momento «nei nidi – dice Kusiak – abbiamo, su 52 sezioni, 18 sezioni in quarantena. E nella scuola dell’infanzia le sezioni in quarantena sono 20 su 31. Queste 38 classi sono quelle in cui c’è stato il caso indice che ha comportato il tracciamento per il gruppo classe». Ma, specifica l’assessora, non è detto che queste sezioni siano completamente chiuse: «per i nidi e le scuole d’infanzia comunali c’è grande attenzione alle necessità delle famiglie, e la presenza è garantita a quei bimbi che non rientrano nel tracciamento perché, per esempio, assenti da scuola nei giorni considerati di contatto con il caso positivo».

Un aspetto, quest’ultimo, che per i sindacati è però motivo di allarme: «il Dipartimento di Sanità Pubblica pare abbia comunicato alle scuole che i bambini non presenti il giorno nel quale viene riscontrato il caso di positività possano continuare a frequentare. Ma così si rischia di far saltare completamente il tracciamento e di non avere contezza della reale situazione. Peraltro di questa comunicazione sanitaria pare non esserci traccia scritta». Per la Fp Cgil e la UilFpl inoltre «il personale attualmente in servizio non è sufficiente a coprire tutte le assenze. E per questo sono state rotte le sezioni-bolla. Anche dei bambini. E questo non va bene».

I sindacati sottolineano anche le risposte negative del Comune rispetto a certe richieste dei sindacati, come quella «di sottoporre a un tampone preventivo il personale che dovrà cambiare sezione e quindi rompere la “bolla”» o quella «di sottoporre, su base volontaria, il personale docente e non docente a un tampone, a carico del datore di lavoro, ogni 14 giorni». Intanto, dicono i sindacati, «il mondo cooperativo che gestisce i servizi in appalto si è rapidamente adeguato a tutte queste scelte del Comune. Così anche nel privato abbiamo bolle rotte, sezioni aperte quando dovrebbero essere chiuse, personale a cui viene spesso richiesto di coprire l’intero turno di apertura delle scuole. E un aumento di casi di positività e di conseguenti chiusure».

G. Cor.

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