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L’aiuto di Bondeno ai bambini di Orsha in un’installazione

Dalla tragedia di Chernobyl alla solidarietà La città e i 25 anni da quel primo impegno 

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NUOVO PROGETTO

Lo scorso giugno si sono celebrati i 25 anni dall’avvio del progetto di accoglienza di Bondeno nei confronti dei bambini di Orsha. Bambini soli, orfani, vessati dall’alto tasso di radiazioni dovuto al disastro della centrale nucleare di Chernobyl. Una comunità che si unisce e che vuole aiutare, quella di Bondeno, e che dal 1996 ha accolto per un mese all’anno i bambini della città Bielorussa. Adesso è il tempo di ricordare quello che è stato, gli interpreti dell’accoglienza, celebrando l’amicizia fra le due città.

«Stiamo lavorando – annuncia il sindaco Simone Saletti – per organizzare il momento di inaugurazione di un’installazione volta a commemorare gli importanti fatti di venticinque anni fa. Grazie alla collaborazione fra il Comune, l’associazione di imprenditori “Bondeno che Lavora” e gli attori più importanti di quegli anni, ossia Michele Marchetti, Lanfranco Boschetti e la parrocchia di Bondeno, stiamo predisponendo il momento di celebrazione».

Una celebrazione che si sarebbe dovuta tenere lo scorso autunno, con l’inaugurazione di una maxi installazione in acciaio presso la rotonda adiacente la stazione ferroviaria. Poi, sono arrivate le azioni speculative dei grandi produttori mondiali del ferro, facendo balzare il costo della materia prima fino a tre volte il prezzo pre-pandemia. «Dal problema – prosegue Saletti – la soluzione: in condivisione con tutti gli attori, abbiamo quindi pensato di realizzare un’installazione molto più piccola, ma da collocare nel cuore della città, ossia nell’atrio della sala consiliare del municipio. Devo ringraziare nella fattispecie le due aziende Officine Barbieri e F.lli Battelli, le quali hanno curato la prima e la seconda fase del progetto, arrivando a progettare una soluzione molto affascinante e simbolica. Quando la pandemia darà un po’ di respiro – conclude il primo cittadino –, saremo pronti a inaugurare l’installazione, in un momento che non dovrà essere riservato a pochi invitati, ma sarà aperto e partecipato da tutta la comunità».

LA PRIMA VOLTA

Il 20 giugno del 1996, alla Sala 2000, per la prima volta arrivarono con una corriera i bambini da Orsha. Ciascun bambino trascorse un mese nella casa di un bondenese, spesso instaurando un rapporto che si sarebbe consolidato anno dopo anno, fino alla maggiore età dei ragazzi bielorussi. I bambini arrivarono per “disintossicarsi” dall’elevato tasso di radiazioni cui erano sottoposti dopo il disastro nucleare di Chernobyl. Ma la solidarietà dei bondenesi non si limitò all’accoglienza, bensì arrivò anche alla realizzazione, presso l’orfanotrofio e l’ospedale di Orsha, di importanti lavori di riqualificazione o di fornitura di materiale medico. Uno degli interpreti centrali della solidarietà bondenese fu l’indimenticato don Marcello Vincenzi, per tanti anni parroco di Bondeno, venuto a mancare il 4 ottobre del 2018.

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