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Tabaccai pronti allo sciopero per l’obbligo del Green pass

Margherita Goberti
Tabaccai pronti allo sciopero per l’obbligo del Green pass

Il controllo dei clienti all’ingresso è considerato un grave ostacolo  «In piena pandemia eravamo considerati essenziali» 

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La protesta

I tabaccai di Ferrara sono concordi con la Giunta Nazionale della Federazione Italiana che li rappresenta la quale, se non ci saranno nuove disposizioni, ha deciso di protestare e scioperate contro l’obbligo di controllo del Green pass dei clienti dal prossimo 1 febbraio, norma stabilita dal decreto del 21 gennaio.

«Penso di interpretare il pensiero di tutti i miei colleghi – ha dichiarato Marco Borghi, presidente provinciale della Federazione Tabaccai – sottolineando subito che rappresentiamo un servizio essenziale per la comunità ed è quindi assurdo pretendere la verifica del documento in quanto i tempi di permanenza nel negozio della clientela sono brevissimi inferiori a quelli che si impiegherebbero per farsi mostrare il Green pass».

Infatti chi entra in una tabaccheria lo fa per acquistare un pacchetto di sigarette, per pagare una bolletta, fare una ricarica telefonica, ritirare un pacco o comprare i biglietti dell’autobus; operazioni che richiedono al massimo un minuto e che la gente ha imparato a svolgere già pazientemente in fila, entrando uno alla volta; sottoporli al controllo del Green Pass allungherebbe molto i tempi e creerebbe confusione rallentando il lavoro del tabaccaio.

Concorda pienamente Beatrice Macchi titolare di La tabaccheria di via Bologna che ricorda: «Quando eravamo in piena pandemia e tutto era chiuso, Poste comprese, allora eravamo il negozio di vicinato per il bene della comunità quindi considerati essenziali ma senza dispositivi di protezione e ci siamo dovuti arrangiare da soli; ora invece mi si chiede addirittura di fare da poliziotto e di affrontare una persona che non so chi sia e come reagirebbe all’imposizione del Green pass. Vorrei che chi ha preso queste decisioni stesse in negozio una giornata per vedere come certa gente reagisce solo se chiediamo di mettere la mascherina nel modo giusto o addirittura di uscire se non ce l’ha». Rassegnati sono infine all’Acciarino, alla Galleria del Centro Commerciale “Il Castello”, aperto al passaggio che aspetta le decisioni della Direzione e spera che provveda ad incaricare una figura apposita al controllo. «Se non sarà così – conclude Alessio Albieri – faremo come ci hanno imposto e la gente aspetterà».



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