Apis: con il nostro biometano vantaggi a viabilità e agricoltura ferraresi
L'azienda specializzata illustra il progetto al vaglio del Comune: 4 milioni di euro d'impatto, realizzeremo due rotonde
FERRARA. Mentre il prezzo del metano schizza ai massimi, a Ferrara è in bilico, in attesa della decisione del Comune, un investimento per produrre biometano. Parte da qui il ragionamento contenuto nella prima uscita pubblica di Apis, la società del gruppo specializzato Alvus, che ha proposto appunto di realizzare un impianto tra via Ponte Assa e via Pomposa.
Con l’incremento generale dei prezzi, un chilogrammo di metano costa oggi, in media, 1,6 euro, spingendosi fino a 2 euro in autostrada. Circa un quinto dei distributori offre un’alternativa più sostenibile proponendo il biometano, che si ottiene dalla raffinazione del biogas. Il biogas, a sua volta, è ottenuto dalla digestione anaerobica (ovvero dalla degradazione da parte di microrganismi) di sostanze organiche. Affinché il biometano sia davvero sostenibile, il biogas deve provenire da residui organici come gli scarti agricoli e "in questi casi si parla di biometano avanzato, una fonte energetica rinnovabile che permette non solo di aumentare l’autonomia energetica italiana, ma anche di raggiungere gli obiettivi ecologici che il paese si è posto nell’ottica della Transizione ecologica tanto voluta e sponsorizzata dal Governo e dalle forze politiche - racconta Apis - Questa tipologia di impianti può essere realizzata per legge su terreni agricoli per permettere la valorizzazione dell’agricoltura nella filiera dell’agricoltura per l’energia rinnovabile".
L'impianto progettato nelle vicinanze di Villanova sarebbe in grado di produrre circa 1.000 Smc/ora (metri cubi standard) di biometano avanzato. La produzione deriva dalla fermentazione anaerobica - condotta in vasche e tubazioni ermeticamente chiuse - grazie alla fornitura di sottoprodotti da coltivatori e allevatori locali, che conferiranno i prodotti all’impianto di biomasse locali. Infatti, l’impianto sarà allacciato alla rete nazionale Snam e fornirà biometano, quindi energia pulita in rete.
“Verranno utilizzati solamente scarti agricoli e agroindustriali. Non verranno inseriti rifiuti di nessun tipo, soprattutto non verranno consumate biomasse consumabili da persone o animali – sottolinea Michele Lodi, fornitore di parte delle biomasse della filiera agroindustriale – al contrario: crea una fonte di fatturato aggiuntivo per le aziende agricole locali - che forniscono biomasse altrimenti non valorizzabili, nell’ottica di un’economia sostenibile e circolare". Il fatturato aggiuntivo per l’agricoltura locale "sarà di circa tre milioni di euro annui, mentre l’indotto per personale e servizi ammonta a circa un milione di euro annui, grazie alla creazione di molti nuovi posti di lavoro” è la valutazione di Alberto Bassi, l’ingegnere ferrarese incaricato da parte di Apis Fe. La società prevede di investire "circa 1,2 milioni di euro in opere di compensazione - aggiunge Bassi - Verrà fatto un parco di 65.000 metri quadri contiguo all’impianto con bosco, arbusti, un lago, siepi e filari di frutti selvatici, inoltre ci sono contatti con Tper per poter fornire il biometano come alimentazione agli automezzi pubblici di Ferrara generando così una vera economia circolare a chilometro zero”.
Il conferimento dei sottoprodotti crea un flusso di traffico definito "trascurabile" dalla società, e la determina del Comune di Ferrara in sede di autorizzazione ne prende atto. Inoltre, la società stanzierà anche mezzo milione di euro per la costruzione di due rotonde, chieste dalla popolazione da anni, per garantire la sicurezza del traffico locale. Infine, sono previsti 200.000 euro per ulteriori misure decise dal Comune.
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